13 settembre 2017 redazione@sora24.it
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2011-2017: Claudio, Giuseppe, Giovanni, Giulio, Enrico, Francesco…

I nomi delle vittime sono stati scanditi più volte da don Pasqualino durante l’omelia della messa in suffragio delle vittime del disastro della Pirotecnica Cancelli.

A sei anni dalla tragica esplosione della fabbrica pirotecnica Cancelli, si è svolta ieri ad Arpino una messa in suffragio delle sei vittime. La commemorazione si è svolta all’interno dell’opificio raso al suolo nell’incidente del 12 settembre 2011. Erano le 14.53 quando l’azienda della famiglia Cancelli, già colpita da una analoga tragedia nel 1994, avvenuta nell’azienda di Ridotti nel comune di Balsorano, fu rasa al suolo in pochi secondi.

Una lunga processione partita a poche centinaia di metri dalla frazione La Ria di S. Altissimo, nel comune di Arpino, prima di arrampicarsi in località Citolungo, dove era ubicata la fabbrica pirotecnica della famiglia Cancelli, al cui interno è stata celebrata la funzione religiosa; vi hanno preso parte una folla silenziosa e composta, i rappresentati di tre amministrazioni comunali, le confraternite religiose di Sora, Carnello e Fontechiari, le associazioni di protezione civile di Arpino, Sora, Fontana Liri ed Isola del Liri ed i vigili del fuoco del distaccamento di Sora. Una folla commossa che si è stretta intorno ai familiari delle sei vittime, rimaste uccise con ogni probabilità da un’esplosione provocata per un errore umano dallo stesso materiale che era all’interno dello stabilimento. Claudio, Giovanni, Giuseppe, Francesco, Enrico e Giulio, questi i nomi delle vittime, scanditi più volte da don Pasqualino durante l’omelia, i nomi di padri di famiglia che hanno lasciato sei famiglie distrutte. Le lacrime dei familiari davanti all’altare lasciano intendere che tutto è ancora vivo nel cuore e nei ricordi di chi è rimasto.

”Sono qui a rappresentare la città di Arpino, prima come uomo e come padre e poi come Sindaco – ha commentato il primo cittadino di Arpino avv. Renato Rea – perché è difficile dimenticare, difficile farsi una ragione per chi resta, difficile trovare risposte ai tanti perché di una tragedia del genere”. Al termine della cerimonia la signora Elide, moglie di Claudio Cancelli e mamma di Giuseppe e Giovanni, ha fatto collocare dai Vigili del Fuoco la statua di Santa Barbara nella cappellina ricostruita sul luogo dell’incidente: ”E’ la santa protettrice di chi lavora gli esplosivi, dei vigili del fuoco – le parole della vedova Cancelli – andata distrutta anch’essa dall’esplosione. La riposizioniamo dov’è sempre stata e dove è giusto che sia”.

«A sei anni dalla tragica esplosione una commemorazione per ricordare le sei vittime – le parole dell’assessore del Comune di Arpino Valentina Polsinelli – Claudio, Giuseppe, Giovanni, Giulio, Enrico e Francesco, lavoratori infaticabili, non ci sono più ma di loro resta il ricordo affettuoso di chi li ha conosciuti. Una tragedia che colpisce sicuramente per la dimensione umana, i Cancelli erano dei professionisti che portavano avanti un’attività risalente addirittura al 1812. Nel 2016 il Comune di Arpino ha preso parte a una campagna di sensibilizzazione promossa dall’ANMIL sull’importanza della sicurezza sul lavoro e della diffusione della prevenzione degli infortuni sul lavoro, ci auguriamo di non dover più leggere notizie del genere in futuro”.

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