31 gennaio 2014 redazione@sora24.it
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25 ex LSU sorani e nessun rappresentante del Comune di Sora alla Riunione Sindacale in Regione dell’USB

Riportiamo qui di seguito le impressioni di Lucio Di Piro sulla Riunione Sindacale in Regione dell’USB, tenutasi a Roma il 29 gennaio 2014.

“La sala era stracolma di gente, non se lo aspettavano, io invece si, perché se “le autorità” istituzionali vogliono provocare una reazione, togliendo dignità alle persone, allora si che ci sarà una durissima reazione, perdere ogni speranza forse è la cosa migliore che poteva accadere, perché la speranza ti fa essere prudente, ti limita nei movimenti, ma ancor di più da il potere a chi la diffonde.

Uccidiamo la speranza, che in fondo è una gran brutta cosa nella precarietà di oggi! Il termine “crisi” ormai è usato esclusivamente per rivalutare e ricontrattare i diritti sociali dei cittadini, come quelle industrie che dettano legge affermando che se non si vuole chiudere una fabbrica gli operai si devono ribassare lo stipendio del 50%, ma cosa vorrebbero? Che l’operaio italiano scendesse di stipendio allo stesso livello dell’operaio polacco? Nel pubblico impiego le cose non vanno certamente meglio, la gestione dei servizi alla collettività, dalla sanità all’istruzione tendono tutte al medesimo obbiettivo, si vuole portare al collasso “la cosa” pubblica per dire: «ecco vedete non funziona, la diamo ai privati!». Invece di potenziare i servizi che uno stato democratico deve elargire ai propri cittadini, spesso si fa in modo che i mezzi, le strutture ed i finanziamenti non siano adeguati ai compiti da svolgere, ed il fallimento nella prestazione di servizi, è quasi sempre l’unico risultato raggiunto.

Alla riunione sindacale era stato invitato anche un rappresentante della Regione Lazio, il quale non ha voluto incontrare i lavoratori presenti perché (come riferito dallo stesso sindacato USB) tale rappresentante ha ritenuto d’essere stato vittima di un “agguato”, visto che nella sala c’erano degli ex LSU. Certo che non si fa una gran bella figura se si evitano così dei lavoratori, anche se “solo” ex LSU! A prescindere dal colore politico, dovrebbero rivalutare molto il concetto stesso di uomo e dignità umana!

Per ciò che riguarda Sora ed i suoi ex LSU, eravamo 25, che in questo contesto non sono pochi. Storicamente alle manifestazioni sindacali eravamo sempre al massimo una dozzina. Ora con il posto a rischio c’è chi si muove di più, chi aspetta il responso della “Sibilla Cumana” e chi come me rompe le scatole ad oltranza. Di rappresentanti del Comune di Sora non ne ho visti, ma spero sinceramente d’essermi sbagliato e come me anche gli altri 24. A breve i Comuni dovranno incontrarsi in Regione, per valutare le singole necessità d’organico, certo che se tale incontro tra Enti e Regione fosse stato fatto in modo unitario e non singolarmente come riferito dal sindacato USB, ci sarebbe stata una maggiore trasparenza, ma il vizio di blindare alcune stanze e procedure, è difficile scrollarselo di dosso.”

Lucio Di Piro

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