9 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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A.C. SORA: martedì sera “in campo” per centrare l’ennesimo 0-0… (di Lorenzo Mascolo)

Martedì 10 Dicembre torna in campo l’A.C. Sora (Amministrazione Comunale di Sora). Sarà il solito 0-0? Vedremo. Sta di fatto che l’allenatore non riesce proprio a trovare il bandolo della matassa. Da due anni e mezzo è sulla panchina municipale, ma la squadra non va, anzi, non c’è proprio. Fatta eccezione per un paio di prestazioni gagliarde contro l’emergenza neve nel girone d’andata, i comunali hanno deluso terribilmente le attese dei tifosi, che da tempo hanno cominciato a contestare apertamente il mister.

Il giuoco in campo è rinunciatario, noioso, per nulla audace. I municipali non hanno idee né stimoli e sono oltremodo prevedibili. L’allenatore ed il suo staff tecnico non sono in grado di sviluppare un modulo che sappia incentivare lo spirito d’iniziativa dei singoli e quindi valorizzare le risorse della rosa a loro disposizione, sicuramente non da scudetto ma neanche da ultimo posto. Tutto ciò senza dimenticare le continue turbolenze dello spogliatoio e soprattutto la cessione del capocannoniere 2011, un giocatore che andava gestito diversamente.

In ogni partita l’A.C. Sora si rintana sistematicamente nella sua metà campo limitandosi a contrastare gli attacchi avversari sparacchiando il pallone in fallo laterale e senza imbastire neanche un tentativo di contropiede.

Nelle sfide con Sanità, Sport e Cultura i massimi risultati raggiunti dai municipali sono stati soffertissimi 0-0 ottenuti grazie a meline così estenuanti che farebbero perdere le staffe anche ai fondamentalisti del calcio all’italiana.

Nelle gare con Lavoro, Impresa, Industria ed Opere, invece, finora la squadra è stata sistematicamente sommersa di reti: nel girone d’andata non si contano le sconfitte, ma la cosa più rilevante è che a queste squadre, forti ma non invincibili, in due anni e mezzo l’A.C. Sora non è riuscita a segnare un solo goal frutto, dal principio alla fine dell’azione, di una manovra corale della rosa costruita nel 2011. Fatta eccezione per un paio di rigori nelle partite con i due palazzetti, due tap-in nelle sfide con le energie rinnovabili ed il goal con Piazza Annunziata arrivato al termine di una partita durata più di dieci anni e giocata da più squadre, roba da far concorrenza alle più estenuanti sfide tra Muppet e New Team, i tifosi ancora aspettano di vedere un’azione d’attacco degna di nota, un tiro in porta come si suol dire.

Nelle partite con Giovani, Scuola ed Università, infine, l’A.C. Sora non si presenta neanche in campo e perde continuamente a tavolino.

Il modulo, dunque, è il primo tallone d’Achille della squadra bianconera. E se non funziona il modulo, vuol dire che il manico non è abbastanza convincente. Il mister, difatti, preferisce non prenderle anziché provare a vincere rischiando qualcosa in più. Con un po’ di coraggio la squadra acquisterebbe fiducia in se stessa e forse avrebbe ancora qualche chance di salvezza. Invece il trainer bianconero continua ad insistere con il modulo base, il 9-1-0, con nove difensori, un centrocampista e nessun attaccante. La difesa, grazie ad alcuni elementi di esperienza, riesce a vanificare di tanto in tanto le sortite avversarie con un po’ di mestiere; tuttavia non potrà resistere in eterno.

Il centrocampo è inconsistente. Ma qui, oltre a quello numerico, c’è un problema tecnico. Colui che si sperava potesse essere uno specialista in efficaci geometrie di gioco alias playmaker, si è invece rivelato un giocatore ordinato e diligente, perfetto per una rosa che punta ad un campionato tranquillo. La sua prestazione in Coppa Lazio è stata al di sotto delle attese non per l’impegno profuso sul campo bensì per la mancanza di colpi degni di nota. La sua difficoltà nell’entrare nei sedici metri degli elettori è nota. Ma è la visione di gioco che lo penalizza maggiormente: mai una verticalizzazione della manovra (in questo caso è giustificato, perché non ci sono attaccanti!); mai un lancio per il piede buono del terzino di fascia avanzante; mai uno slalom tra gli avversari per guadagnare una punizione oppure inquadrare lo specchio della porta e provare la conclusione; mai un tocco di prima a smarcare l’esterno sul vertice dell’area per allargare le maglie della difesa avversaria; solo un po’ di accademia con qualche palleggio elegante a centrocampo e poi palla subito al centrale di difesa, per continuare la melina e provare a portare a casa lo 0-0. Inoltre, un pessimo rapporto con i media più critici, che poi in realtà sono quelli più utili per capire quali sono gli errori sistematicamente commessi in campo.

L’attacco, infine, lo dice anche il modulo (9-1-0), è inesistente. Il Mister non ama i centravanti di sfondamento, quelli che abbattono le difese avversarie e scaraventano il pallone in rete con tutto il portiere senza chiedere il permesso di tirare all’allenatore. Molto meglio quei terzini diligenti, che arrivano miracolosamente sul fondo dopo aver vinto tre o quattro rimpalli per pura fortuna, e che poi cominciano a cincischiare con il pallone fino a quando decidono di appoggiarlo indietro al mediano incontrista che a sua volta serve il portiere per ricominciare la melina e difendere lo 0-0.

In tutto ciò i tifosi si guardano attorno e discutono sull’eventuale esonero dell’allenatore prima della fine del campionato. Tuttavia, a meno di improbabili ammutinamenti dello spogliatoio (l’A.C. Sora è la squadra più pacata del torneo, vincerà sicuramente la Coppa Fair Play), il tecnico resterà in sella fino al termine della stagione. Il modulo che frutta uno 0-0 ogni quattro sconfitte, dunque, continuerà a tormentare il sonno dei fans. A cominciare da domani sera alle 18:00, quando si giocherà in Comune la partita con il P.U.G.C. (Piano Urbanistico Generale Comunale). Tra gli eventuali sostituti del mister a fine stagione, non si esclude il clamoroso ritorno di un tecnico di qualche anno fa, un po’ narcisista e diplomaticamente assolutista, ma sicuramente più concreto.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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