martedì 7 agosto 2012 redazione@sora24.it

A Sora ce la cantiamo e ce la suoniamo (di Lorenzo Mascolo)

Se ci soffermiamo ad osservare di cosa si parla in questi giorni a Sora, scopriamo che gli argomenti più gettonati sono alberi da salvare, canali da bonificare, fiori, panchine ecc. Nessuna polemica, per carita divina!!! Solo che, confrontando tali discorsi con quelli che si fanno un pò più ad ovest della nostra città, sembra quasi che il grandissimo cambiamento storico che sta per verificarsi non ci riguardi affatto. Sto parlando, ovviamente, della futura nuova provincia del Basso Lazio con capoluogo Latina, che raggrupperà proprio l’attuale provincia pontina con quella di Frosinone, inglobando quindi tutta la parte della regione a sud di Roma.

Per onestà intellettuale e soprattutto per dimostrare che il sotttoscritto è molto attento ai particolari, devo ricordare che qualche anno fa l’ex Assessore alla Comunità Montana Natalino Coletta fu il primo (e l’unico) a proporre una “Regione del Basso Lazio” che sarebbe dovuta nascere dall’unione dei territori amministrati da Frosinone e Latina.

Attualmente, però, sembra che la nascita della nuova provincia non interessi a nessuno dei nostri rappresentanti politici, in quanto essi non hanno ancora espresso alcuna posizione in merito, né soprattutto rivendicato un ruolo di primo piano per l’Alta Terra di Lavoro nel nascituro contesto territoriale. Sarebbe bene incominciare a farsi sentire, perché altrimenti perderemo l’ennesimo treno per il nostro sviluppo. Del resto un primo “campanello d’ allarme” su ciò che ci riserverà il futuro è già arrivato e, purtroppo, è stato ignorato. Per spiegare di cosa si tratta occorre fare un salto indietro nel tempo.

L’11 Luglio del 2011, nel corso di un convegno tenuto ad Atina, dal titolo “Nuove Infrastrutture nel Lazio e nel Molise”, il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini ci fornì un assist invitante, un goal da segnare a porta vuota, affermando quanto segue: “Il completamento della dorsale appenninica SORA-ATINA-ISERNIA rientra tra le opere strategiche, e non realizzate in passato, che questa amministrazione ha voluto confermare all’interno della nuova intesa quadro firmata con il governo”. Ebbene, pochissimi giorni fa, ad un anno di distanza dalle suddette dichiarazioni, la stessa presidente è tornata sul discorso infrastrutture viarie annunciando: ”Oggi e’ una giornata importante per le infrastrutture del Lazio. La delibera Cipe che ha approvato il progetto definitivo per la ROMA-LATINA segna una svolta per un’opera in cui questa Giunta, e io personalmente, ha creduto sin dall’inizio”.

Ma come! non doveva essere la Sora-Atina-Isernia l’opera strategica? Ah, già, prima di rivendicarla dobbiamo risolvere importantissime grane riguardanti alberi, canali, fiori e panchine. Chiedo venia, pensavo che tali questioni di ordinaria amministrazione fossero ad appannaggio di normali cittadini ed umili redattori, e che i politici dovessero invece preoccuparsi di pensare e costruire la città dei prossimi 30 anni. Pazienza, continuiamo pure a cantarcela e suonarcela

Lorenzo Mascolo – Sora24

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