lunedì 12 dicembre 2011 redazione@sora24.it

A tre mesi dalla tragica esplosione di Arpino, una poesia di Ersilia Atalaya per ricordare le vittime

Autrice della poesia Ersilia Atalaya, una bambina di dieci anni

A tre mesi dalla tragica esplosione di Arpino, avvenuta il 12 settembre scorso e che ha causato la morte di Claudio Cancelli, Giuseppe Cancelli, Giovanni Cancelli, Francesco Lorini, Enrico Battista e Giulio Campoli. non è possibile dimenticare. È stato un evento tanto doloroso che ha provocato indelebili e profonde ferite. Perciò rimane doveroso manifestare ancora l’affettuosa vicinanza di tutti alle famiglie, così duramente colpite, sia con la preghiera che con il cuore. C’è chi vuol far sentire simili sentimenti anche con una poesia, veramente scritta con il cuore. Sì, una poesia che contiene dei versi scaturiti da una significativa sensibilità e da una commovente partecipazione. È stata scritta da una bambina di dieci anni. Si chiama Ersilia Atalaya, frequenta la prima media “E. Facchini”, succursale di Carnello. Vuole, questo, essere un altro doveroso omaggio alle sei vittime , cadute tre mesi fa, mentre lavoravano. Un sacrificio, il loro, che ha sconvolto, non solo i familiari, ma l’intero nostro territorio.

Ho sentito un Boato

Ho sentito un boato,
un forte boato
e mi sono spaventata.

Non sapevo ancora
che quel boato,
fosse un boato di Morte.

Quel boato ha portato via con sé
sei persone;
ha portato via
mariti dalle loro mogli;
ha strappato padri
dalle braccia dei loro figli
e figli dalle braccia delle loro madri;
ha portato via fratelli ai propri fratelli;
ha portato via amici dai loro amici.

Claudio, Giuseppe,Giovanni
Franco, Enrico,Giulio:
non solo nomi, ma persone oneste;
persone che lavoravano,
per assicurare ai loro cari un futuro migliore.
Ma il destino ha deciso
che in quel futuro loro non ci dovevano stare.

Ma non è così.
Essi sono e restano
sempre impressi nella mente
di chi, a loro, ha voluto bene.
Ma anche nella memoria
di chi, come me, non li ha conosciuti.
Resteranno nella mia memoria come
“Eroi” che hanno perso la vita mentre
lavoravano.

Atalaya Ersilia

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