29 maggio 2012 redazione@sora24.it
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Abbiate il coraggio di dirci che è solo un gran bel film (di Lorenzo Mascolo)

Sfortunatamente per alcuni e fortunatamente per altri, grazie al web è possibile rendere visibile, in tutto il mondo e contemporaneamente, una informazione, un video, un servizio fotografico anche per cinquant’anni. Questa inaudita potenza digitale, però, ancora non riesce a penetrare nel nostro Sistema, perchè molti adulti non si lasciano proprio conquistare dalla rete e testardamente continuano a cercare un mondo che non esiste più.

Non a caso, la nostra inchiesta sui primi 365 giorni di amministrazione Tersigni non ha registrato alcun commento sia da parte della maggioranza che dell’opposizione: cocente delusione per chi come noi offre alla Politica un mezzo (letto ogni giorno da più di 3000 persone) per comunicare con i cittadini. Evidentemente il futuro di Sora è trendy solo in periodo elettorale.

D’altro canto l’Italia è il paese che vanta i Comuni più informatizzati d’Europa, ma nel quale solo 6 cittadini su 10 hanno l’ADSL. Tipiche contraddizioni dello “Stivale” che si ripetono anche e soprattutto in Politica: non si contano, infatti, i siti aperti in campagna elettorale con all’interno programmi mastodontici ed abbandonati alla deriva subito dopo la chiusura delle urne. Se tutti i candidati avessero tradotto in realtà almeno il 10% dei loro propositi, oggi questa nazione farebbe impallidire gli ufo.

Nell’era di internet, dunque, accade di imbattersi in sterminati e soprattutto liberi archivi fotografici on-line, in cui spuntano anche le fotografie dei festeggiamenti per l’elezione di Ernesto Tersigni, che proprio domani spegnerà la sua prima candelina da sindaco di Sora. Un anno, forse, non è sufficiente per tirare le somme, ma una cosa è certa: sicuramente Tersigni si è rivelato un uomo leale, semplice, onesto, affabile e disponibile, “uno di noi” per usare un gergo popolare.

Detto ciò è giusto menzionare oggettivamente i fatti che hanno caratterizzato i suoi primi dodici mesi di governo, certamente non soddisfacenti sia dal punto di vista pratico che da quello politico.

Parlando di praticità, ad esempio, escludendo il palasport realizzato a cavallo dell’avvicendamento tra l’amminstrazione Casinelli e quella attuale, Piazza Annunziata non è stata ancora inaugurata, il Castello di San Casto è nelle stesse condizioni di un anno fa, la tribuna dello stadio Tomei è chiusa, gli spogliatoi ed il nuovo tensostatico dello stadio Giuseppe Panico sono praticamente completi da Gennaio ma ancora da aprire al pubblico. Ancora, il campus scolastico (che farebbe risparmiare milioni di euro al Comune) di cui parlava Di Carlo è purtroppo ancora un argomento da libro dei sogni, mentre la facoltà di Scienze Infermieristiche, 600 iscritti e il 60% dei quali fuori sede, non riesce a completare il secondo piano dello stabile in cui è ospitata per partecipare al progetto Erasmus.

Va precisato che siamo stati ampiamente e più volte rassicurati dal sindaco in persona sull’impegno per il celere completamento delle opere in fase di realizzazione e per la progettualità esecutiva di quelle da costruire ex novo. Non solo, lo stesso Tersigni ci ha parlato di due ulteriori ed importantissime opere che potrebbero dare qualcosa in più alla nostra città: un cinema multisala da realizzare in una struttura cittadina già esistente e soprattutto l’autostrada Sora-Collelongo-Celano, idea alternativa al raddoppio della Sora-Avezzano e caratterizzata da un traforo che, secondo le informazioni forniteci da Roberto Di Ruscio, dovrebbe essere lungo 4200 m. Tuttavia, precisiamo subito ed a malincuore che quest’ultima opera menzionata rappresenta solo un sogno, come del resto lo era nel 2001 la Sora-Ferentino… che oggi però è realtà.

Tornando alle cose fattibili, sicuramente il sindaco ha bisogno di tempo per centrare almeno la metà degli obiettivi più importanti elencati nel suo programma. Sta di fatto che i Sorani vogliono giustamente incominciare vedere i frutti del proprio voto, per non dover chinare di nuovo la testa nella frustrante consapevolezza di aver sbagliato ancora una volta scelta.

Passando all’ambito politico, l’accantonamento di giovani come Giorgio Rea, Salvatore Meglio, Antonio Farina e Giuseppe Cascone, redarguiti e in alcuni casi esclusi dal governo per far spazio a colleghi più grandi di 20 e addiritura 30 anni, non è stata cosa incoraggiante per i trentenni Sorani. Sicuramente qualcuno di loro avrà peccato di ingenuità, presunzione e quant’altro, ma se l’inesperienza o l’esuberanza vengono punite con l’esclusione, allora ben vengano i difetti di questi ragazzi.

Se a tutto ciò si aggiunge la sorprendente notizia di oggi: che il rispettabilissimo, ma comunque decisamente adulto Cav. Domenico Di Pucchio, è stato nominato “Coordinatore dei lavori della Commissione LL.PP. e Programmi d’intervento” presso il Consorzio di Bonifica Conca di Sora, francamente non capiamo in quale modo possa esserci spazio a Sora per le nuove generazioni. Notizie come questa non fanno altro che favorire l’emigrazione, perché è impensabile che in questa città non vi siano professionisti capaci di ricoprire ruoli del genere e ci si trovi sistematicamente “costretti” a ricorrere a personaggi che a quell’età dovrebbero fare ben altro, con tutto il rispetto possibile e immaginabile.

Non è per nulla giusto comportarsi in questo modo, non lo è per chi ha famiglia e figli piccoli e per tutti quei visi sorridenti immortalati nella gallery sottostante: ragazzi che un anno fa sognavano di diventare, nei limiti del possibile, protagonisti della vita politica cittadina e che invece devono ancora una volta lasciare spazio a chi ha già avuto quarant’anni di opportunità per misurarsi.

Concludendo, se dal punto di vista pratico riteniamo giusto dare a Tersigni tutto il tempo di cui ha bisogno, dal punto di vista politico sarebbe bene che lo stesso sindaco cambi subito rotta, anche rischiando la sua carica se necessario. Sicuramente noi non conosciamo i retroscena della vita amministrativa, le informazioni che non si possono rivelare, gli eventuali errori di Rea, Cascone, Meglio, Farina e tutto ciò che accade dietro le quinte del Consiglio Comunale. Al tempo stesso, però, attenendoci ai fatti, riscontriamo che la parte giovane di Sora è stata sopraffatta da un drammatico ritorno di fiamma della Democrazia Cristiana anni ’70, evento pericolosissimo che rischia di far ricadere la città in quella lunga depressione da cui, nel bene e nel male, la tirò fuori ad inizio anni ’90 Enzo Di Stefano. Se ci sbagliamo desideriamo essere subito smentiti con fatti nuovi: in caso contrario abbiate il coraggio di dirci che la città che sognamo è solo un gran bel film.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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httpv://youtu.be/lJmrfgEXKqU

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