13 marzo 2014 redazione@sora24.it
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ACQUA – Il coordinatore provinciale di SEL si rivolge a Zingaretti

«Caro Presidente Zingaretti, in questi giorni il consiglio regionale del Lazio è impegnato nella discussione della legge sull’acqua e sui servizi idrici. Non è passato poi cosi tanto tempo dal fragoroso voto che risvegliò (dal non voto) tantissima parte del popolo italiano e che mandò un messaggio chiaro e univoco alla politica e alle istituzioni. Sull’acqua non si può tornare indietro. L’acqua non è una merce ma fonte di vita, per il popolo italiano l’acqua non è un bene nella disponibilità di alcuno, pubblico o privato, ma bene comune.

Caro Presidente Zingaretti, il popolo italiano poco tempo fa ha indicato che sull’acqua non si può lucrare, nessuno quindi, ente pubblico o privato, può prevedere alcun tipo di profitto sulla gestione del servizio.

Caro Presidente Zingaretti, già domani il consiglio regionale sarà impegnato nella discussione degli emendamenti sulla legge. E’ di queste ore, per esempio, la proposta del capogruppo del PD, del cosidetto ATO unico regionale. Ritengo sbagliato e lontano dalla direzione che il popolo italiano ha indicato alla politica, accorpare gli ATO, allontanarli dalle popolazioni e raggrupparli in un unico assetto regionale. Allontanare i luoghi della decisione su un bene così importante, caro Presidente Zingaretti, significa spogliare ancora di più questa società di un elemento di democrazia e di controllo.

Per questi motivi mi rivolgo direttamente a Lei, caro Presidente, pregandola di tutelare il percorso della legge sui servizi idrici nella stessa direzione che il popolo italiano  ha indicato. In modo particolare :

  1. La definizione della natura economica del servizio idrico integrato e la mancata indicazione, tra i soggetti gestori, dei soggetti di diritto pubblico, vanno in direzione contraria rispetto a quanto stabilito dal referendum di giugno 2011 (che sancì in maniera inequivocabile che l’acqua è un bene comune che deve essere gestito in maniera pubblica e partecipata) e dalla stessa normativa europea, interpretando in maniera restrittiva le possibilità aperte dalla normativa risultante dal referendum stesso;
  2. crediamo indispensabile prevedere che nella legge venga prevista la possibilità per i Comuni che intendono gestire in modo autonomo il servizio idrico di poterlo fare, anche tramite società speciali o similari, e magari prevedendo un periodo di sperimentazione;
  3. la definizione di un ATO unico regionale ci appare sbagliata e poco rispondente alla necessità di garantire una gestione democratica e partecipata della risorsa idrica. Condividiamo la necessità di ripensare radicalmente gli Ato ed il loro funzionamento, ma questo non può essere fatto definendo un ambito unico regionale, che finirebbe per allontanare i luoghi della decisione, frustrando una grande domanda di cambiamento che vive nelle comunità locali. Come da tempo sostenuto da movimenti, gli Ato vanno ripensati e ridisegnati sulla base dei bacini idrografici anche alla luce della necessità di affrontare più efficacemente problematiche complesse che investono il ciclo idrico regionale (come ad esempio la presenza di arsenico);
  4. è necessario che nei prossimi passaggi consiliari e nella fase di predisposizione del testo di legge sia ricercata una maggiore condivisione e partecipazione dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni comunali, promotori della proposta di legge di iniziativa popolare n° 31 i cui contenuti rappresentano una indicazione fondamentale per una legge di riordino del servizio idrico integrato.

Con rispetto e profondo apprezzamento per quanto Lei e la sua giunta  fin’ora avete prodotto Le affido la speranza che anche sull’acqua e sui servizi collegati, la regione Lazio possa essere un esempio per l’Italia intera.»

Giuseppe Fortuna – Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà Frosinone

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