8 luglio 2013 redazione@sora24.it
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“AFFITTASI SORA”: c’era una volta la città con 1500 negozi

A Sora abbiamo una quantità spropositata di abitazioni ancora sigillate, lo abbiamo scritto proprio ieri. In via Marsicana, Via Sferracavallo, Via Trecce, ovunque ci sono palazzine nuove di zecca costruite oramai 4-5 anni fa e in alcuni casi ancora completamente disabitate! Tra qualche anno avranno già bisogno di essere riqualificate, perché i materiali non si conservano per l’eternità, soprattutto quelli utilizzati al giorno d’oggi.

Sotto tali case, spesso e volentieri, ci sono dei locali per uso commerciale, ovviamente anch’essi chiusi. A questi, vanno aggiunti quelli progressivamente abbandonati da tutti quei commercianti di Sora (e di fuori) che purtroppo hanno gettato la spugna. In ogni angolo della città difatti spuntano cartelli con su scritto “Affittasi”, oppure con il nome del negozio seguito da un triste presente indicativo, terza singolare: “chiude”.

Che fine hanno fatto le 1500 attività di cui ci vantavamo? Sono diminuite a causa delle tasse, della crisi economica, dello strapotere dei centri commerciali, degli outlet e via dicendo? Vero. Ma come si sono difesi i loro gestori? Alcuni bene, perché hanno affrontato la crisi lavorando di più ed investendo molto in pubblicità e comunicazione. Difatti sono ancora lì, in difficoltà ma comunque in piedi. Altri, invece, hanno preferito restare immobili in attesa di un cliente che finisse per caso nel loro negozio, magari proveniente dalla Groenlandia. Altri ancora sono stati solo sfortunati, perché magari hanno fatto il passo più lungo della gamba o sbagliato valutazioni logistiche e di mercato.

In ogni caso, il commercio al dettaglio sorano è in profonda crisi e la cosa non va per niente bene in una città la cui vocazione commerciale si perde nella notte dei tempi. Alle consulte in Comune partecipano pochi esercenti, sempre più scoraggiati. Si prova ogni tanto a tirare fuori qualche idea per coinvolgere più attività, ma le adesioni non sono quasi mai all’altezza delle aspettative, anzi. Si tenta di fare gruppo per unire le forze e magari tirare su un gruzzolettto da spendere in comunicazione e pubblicità, ma anche qui niente da fare. In tale contesto depressivo è impossibile trovare una soluzione che impedisca la progressiva caduta nel baratro di tutti i negozi di Sora. Se continueranno a diminuire, chi sta bene oggi starà male domani. E’ pura illusione pensare che “meno siamo e meglio è”.

Il problema non va sottovalutato, perché è molto grave. E’ opportuno che il governo cittadino intervenga in modo incisivo per evitare il peggio. Ci sono sicuramente margini per recuperare terreno, perché i commercianti sorani sanno lavorare bene. Ma sono scollati, contrariamente ad altre città dove i loro colleghi fanno corpo ed investono tutti insieme producendo buoni risultati. A Sora infatti sembra che ognuno proceda per conto suo: è questo che non va. La politica locale ha il dovere di invertire la tendenza, aumentando le occasioni di incontro, stimolando maggiormente il confronto con la categoria, perseverando nell’appello all’unità ed alla collaborazione tra gli esercenti.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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