18 gennaio 2012 redazione@sora24.it
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Valle di Comino – Al Teatro comunale di Alvito “Sangue e neve – storie di lotta per la libertà” il 20 gennaio

Il Teatro comunale di Alvito ospiterà, venerdì 20 gennaio alle 21, lo spettacolo “Sangue e neve – storie di lotta per la libertà”.L’antichissima struttura (il teatro, situato all’interno del Palazzo Gallio in quella che era la “Sala del Trono” ai tempi del Ducato di Alvito, è all’interno di un edificio la cui costruzione iniziò infatti nel XVI secolo) farà da sfondo alle vicende di due figure antitetiche, di cui saranno rappresentati i moti umanissimi e le gesta passate alla storia nel corso di due atti distinti: il patriota Nicola Ricciotti (eroe frusinate che ebbe l’ammirazione di Garibaldi, il quale impose a uno dei figli il nome di “Ricciotti”), e il brigante Luigi Alonzi detto Chiavone. La pièce sarà portata in scena dalla compagnia Errare Persona (composta da attori e tecnici professionisti) ed è stata scritta da Damiana Leone e Mauro Santopietro. Il primo atto vedrà gli attori (la stessa Damiana Leone, nel ruolo di una fragile ed eterea Italia, Riccardo Leonelli, Riccardo Ricci, Francesco Vigo, Riccardo Averaimo e Luca Mauceri, che presta corpo e voce ai due protagonisti) rievocare l’ultimo periodo di vita del patriota frusinate, incaricato da Mazzini di preparare moti insurrezionali in Italia. Unitosi ai Fratelli Bandiera in occasione della spedizione in Calabria, fu catturato dai borbonici e condotto nel Vallone di Rovito, presso Cosenza. Qui Ricciotti venne fucilato assieme ai fratelli Attilio ed Emilio Bandiera e agli altri compagni. Eventi, questi, che saranno trasposti sul palcoscenico dalla compagnia Errare Persona senza retorica, ma mettendo in luce l’umanità di un personaggio che ha consacrato la propria esistenza a un ideale altissimo, tentando di restituire coraggio e dignità a quell’Italia ancora debole, pallida incarnazione di quella nazione che, tra mille lacerazioni, stava per nascere. Nella seconda parte, Luca Mauceri vestirà i panni di Luigi Alonzi, figura speculare e opposta a quella di Ricciotti: brigante al servizio del re Francesco II di Borbone, si oppose strenuamente alle truppe piemontesi con azioni di guerriglia nella zona di Sora e dell’Alta Terra di Lavoro, forte di un esercito che arrivò a contare 1500 unità. La pièce racconta del potere acquisito dal brigante, a capo di una massa di avventurieri e contadini che vedevano probabilmente in lui un mezzo per riscattarsi dalla povertà e prendere possesso della tanto desiderata terra, e si sofferma anche sul rapporto del brigante con la verolana Olimpia. Sarà lo stesso potere da lui accumulato a renderlo inviso agli occhi degli “specialisti della guerra” stranieri, come il tedesco Ludwig Richard Zimmermann. Da lì prese le mosse la parabola discendente di Chiavone, condannato alla pena di morte e ucciso in un bosco nei pressi dell’abbazia di Trisulti. “La compagnia Errare Persona ringrazia il sindaco di Alvito, Duilio Martini, il vice sindaco e assessore alla cultura Giovanni Diego Ferrante e l’amministrazione comunale tutta per l’interesse mostrato nei confronti del nostro progetto”, ha detto la regista, attrice e autrice della pièce Damiana Leone. “Come accaduto nel caso di ‘Ninetta e le altre – le marocchinate del 44’, spettacolo inserito all’interno di ‘Racconta la guerra’, finanziato dalla Provincia di Frosinone, anche ‘Sangue e neve’ nasce da un’accurata ricerca su documenti e fonti, realizzata grazie alla collaborazione dell’archivio di Stato di Frosinone e all’istituto di storia del Risorgimento italiano. Come compagnia, intendiamo puntare sulla drammaturgia e sul teatro di ricerca contemporaneo per riscoprire la storia e le tradizioni locali dando loro una dignità letteraria, esaltando luoghi e spazi attraverso la messa in scena. Molte amministrazioni comunali del nostro territorio hanno raccolto con entusiasmo questa sfida: lo spettacolo ha infatti debuttato a Boville Ernica, per poi essere replicato a Ceprano, Cassino, Pico mentre venerdì prossimo saremo ad Alvito, comune della Valle di Comino, terra che ben conobbe il fenomeno del brigantaggio. Tutti esempi, questi, di enti che intendono valorizzare attraverso il teatro eventi e figure spesso dimenticati o discussi solo in ambiti strettamente specialistici. In un territorio come il nostro che, dopo il secondo conflitto bellico, non ha unito alla ricostruzione materiale una ricostruzione civile, delle coscienze, è importante rievocare, attraverso lo strumento teatrale e più in generale della cultura, i fatti, gli eventi, le persone, i sentimenti che più ci appartengono, per dare vita, insieme, a un nuovo concetto di identità e di appartenenza”.

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