THE STARTUPPER - Ciociaria 2.0
martedì 2 maggio 2017 redazione@sora24.it

«Alla squadra complimenti per la vittoria. Alla società chiediamo un progetto degno della nostra storia»

I fallimenti del 2005 e del 2015 ci sono costati in totale almeno quattro generazioni di tifosi del Sora.

Tra dieci anni, anche se la squadra dovesse tornare in alto, sarà difficile vivere una nuova primavera bianconera dal punto di vista del tifo. Gli ultimi tifosi che continuano a difendere una tradizione calcistica nata nel lontano 1907 sono arrivati alla soglia dei trent’anni e le loro vite stanno giustamente cambiando. Essi rappresentano l’ultima generazione di tifosi che quindici anni fa, nel pieno dell’adolescenza, s’innamorarono della sacra Maglia che nel frattempo si batteva sui campi di Napoli, Avellino, Foggia, ecc. E sono gli stessi che, dal 2006/07, in virtù dei loro vent’anni, trovarono la forza di ricostruire il tifo sorano arrivando in cinque anni allo strepitoso esodo del Maggio 2011 allo Stadio Flaminio: 2.000 tifosi al seguito per uno spareggio di Eccellenza valido per la promozione in Serie D, una cifra assurda considerata la categoria e la popolazione di Sora (26 mila abitanti).

Non resta a disposizione molto tempo per rivedere di nuovo uno spettacolo così bello. Al contrario, il rischio di vedere un Sora di nuovo primo in classifica in Serie D nel 2030, seguito da appena un centinaio di 50enni/60enni, è decisamente più reale. Traduzioe: bisogna agire e subito.

La vittoria del campionato da parte del Sora guidato di Mister Antonio “H7” Tersigni è stata una dolce carezza per chi porta nel cuore i colori bianconeri. Ancora una volta lo spirito “Boys” è riuscito a tenere accesa la fiammella della speranza per il calcio sorano. Ora, però, è arrivato il momento di serrare le fila per restituire un po’ alla volta tutto l’entusiasmo perduto a quella porzione di sorani, composta da non meno di tremila persone, per le quali oggi il Sora è un fuoco che cova sotto la cenere.

Qui non si pretende di vincere subito, al contrario si chiede solamente un progetto serio e a lungo termine. Lo stesso progetto che nel tempo ha permesso a tante realtà, anche più piccole della nostra, di ottenere grandi risultati.

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