giovedì 3 settembre 2015 redazione@sora24.it

Anche stavolta il consiglio comunale di Sora ha regalato sorprese, ovviamente non per la città

Anche nella prima seduta post-vacanze il consiglio comunale di Sora ha regalato sorprese, non certo dal punto di vista degli interessi della città bensì sotto il profilo dello scontro politico. Di seguito la ricostruzione della vicenda nell’articolo a firma di Ciro Altobelli pubblicato sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi.

«Conte game over? Dimissioni spontanee, estromissione forzata, marcia indietro con relativo mea culpa, al momento però improbabile. Il caso Conte è scoppiato quando nessuno se lo aspettava, durante una discussione sulla gestione degli edifici scolastici dismessi da concedere, a pagamento o meno, alle associazioni. Dopo un intervento del capogruppo di maggioranza Costantini, chiedeva la parola l’assessore all’urbanistica Antonio Conte.

Al diniego del presidente del consiglio comunale Meglio motivato dal fatto che i componenti della giunta possono intervenire nell’assise solo se interpellati dai consiglieri, Conte sosteneva di essere stato chiamato in causa da Costantini. Ma Meglio non era d’accordo e soprattutto Costantini smentiva di essersi rivolto all’assessore.

Da qui la protesta veemente e dai contenuti durissimi, fatta di accuse al presidente di essere un “ dittatore ” e altre espressioni pesanti dell’assessore che, dopo lo sfogo, si è alzato abbandonando l’aula consiliare. Sconcerto da parte del sindaco e dell’intera maggioranza mentre l’opposizione ha avuto gioco facile ad evidenziare il contrasto.

I toni e le stilettate di Conte appaiono come una presa di posizione andata troppo avanti per essere riassorbita senza colpo ferire. Un autorevole esponente politico ieri ci confidava: «o le dimissioni o l’estromissione, non si può far finta di niente». Certo ci sarebbe la terza soluzione, quella di un “mea culpa pubblico” dell’assessore con relative scuse all’intera maggioranza, riconducendo il tutto a un momento di nervosismo.

Ma gli osservatori della politica si sbilanciano e parlano di “punto di non ritorno”, con i rapporti ormai deteriorati. C’è pure chi ipotizza altri motivi per una rottura che sarebbe stata, quindi, quasi cercata. Ma queste sono solo ricostruzioni, ipotesi tutte da dimostrare, quel che è certo è che Conte, da quando è stato nominato assessore l’anno scorso, dopo l’accordo con il Pd seguito all’estromissione di Forza Italia dalla maggioranza, nei consigli comunali è stato spesso il protagonista principale, sia nell’illustrazione dei progetti dell’amministrazione sia come memoria storica, capace di intervenire su tutto quanto veniva discusso.

D’altronde, quasi 40 anni in comune da dipendente e responsabile dell’ufficio tecnico, consentivano a Conte di avere le carte in regola per rievocare la storia di ogni vicenda legata al palazzo di Corso Volsci. Ora resta da vedere come andrà a finire questa storia, davvero imprevedibile fino a ieri sera.

Le incognite sono legate alla verifica di come, e se, Conte verrà difeso dal consigliere del Partito Democratico, Enzo Petricca (che ieri sera è rimasto in un silenzio che qualcuno ha letto come una immediata presa di distanza), che lo sostiene come assessore esterno. In caso di pollice verso, bisognerà solo verificare se Conte si dimetterà spontaneamente o preferirà farsi cacciare? Chi conosce Conte sa che non si farà rosolare a fuoco lento quindi ci si attende qualche decisione già nelle prossime ore. Quasi sfuggiva: il bilancio è stato comunque approvato, come gli altri punti in discussione».

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