29 novembre 2015 redazione@sora24.it
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ARPALAZIO E CARTIERA DEL SOLE : ERA ORA! (di Maurizio D’Andria)

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 104 firmatari.

«Dopo i suoi 6 tecnici e dirigenti di Frosinone rinviati a giudizio (praticamente tutta la sezione di Frosinone) per disastro ambientale e falso in atto pubblico per la vicenda degli impianti vecchi della Cartiera del Sole – Burgo SpA (n. 1069/13 R.G.N.R. mod. 21) e dopo l’espulsione a male parole di stessa ARPALAZIO dal procedimento “Class Action” (C.C. n. 972/2014) in corso presso il Tribunale Civile di Cassino (104 cittadini contro Burgo SpA, Regione Lazio, Provincia di Frosinone e Comune di Sora) finalmente ARPALAZIO a firma del direttore tecnico ing. Rossana Cintoli si accorge che c’è una legge in materia di Autorizzazione Ambientale Integrata da rispettare.

L’ingegnere forse memore della sentenza del TAR dell’Emilia Romagna n. 3365 del 2007 circa “l’indivisibilità degli impianti nuovi e pre esistenti”, sentenza da me sempre richiamata già al tempo delle 3 sedute di Conferenza dei Servizi per l’AIA alla turbogas nel 2008 (dove non si è mai parlato degli impianti pre esistenti poi risultati “condonati” in AIA del gennaio 2009 e nel 2013 scopertosi ILLEGGITTIMA ed ILLEGALE, dove tanto l’assessore provinciale all’ambiente che l’inquisito dirigente ridevano delle mie rimostranze) ecco che finalmente ARPALAZIO segnala che la richiesta di rinnovo dell’AIA (scaduta nel gennaio 2015) alla Cartiera del Sole – Burgo SpA basata sulla documentazione presentata “risulta carente e la sua valutazione non può essere completa ed esaustiva per l’intera installazione – (prot. 0071898 del 11/09/2015)”. ERA ORA. Vi ci sono voluti 7 anni e 6 rinviati a giudizio e una espulsione da un processo, per accorgervi di una sentenza del 2007 ma alla fine…. bravi, ce l’avete fatta. Ecco, con le “buone maniere” (i miei esposti) si ottiene sempre tutto. E quali sono le principali contestazioni che adesso ARPALAZIO muove a Burgo SpA e che vietano il rilascio del rinnovo dell’AIA? Una montagna di 13 pagine che io sintetizzo ai seguenti.

Dati non coerenti, omissione di dati sensibili, non indicazione delle B.A.T./M.T.D. utilizzate (filtri per micro polveri ed abbattitori di ossidi di azoto), flussi di massa e di processo in ingresso ed in uscita non dichiarati anche per gli scarichi in aria e in acqua (fiume Fibreno e fogne), i bilanci energetici (termica ed elettrica), l’indicazione delle sostanze inquinanti prodotte ed immesse in aria, la periodicità della manutenzione, codici dei rifiuti errati, assenza di destinazione dei rifiuti (stoccati? smaltiti? riciclati? Interrati?), linea di depurazione fanghi non dichiarata, mancanza di informazioni circa il sistema di monitoraggio e controllo dell’impianto e sue emissioni, scarico delle acque non preventivamente depurate in 37 punti in zona Forme Pantano quando invece la legge prevede che non debba esserci nessuno di tali scarichi idrici “tali e quali” ma bensì preventivamente raccolte e depurate.

Non sono dichiarate le concentrazioni degli inquinanti aerei ne le misure di abbattimento di questi, i punti di emissione delle polveri in atmosfera, misure dei camini, posizionamento ed orientamento (se verticali o orizzontali, considerando che i camini orizzontali non sono previsti e che la cartiera invece ne detiene molti in tale orientamento). Non viene dichiarata la portata emissiva di detti camini ne la loro concentrazione e la loro altezza. Documentazione quella di Burgo SpA che ARPALAZIO dichiara essere quanto meno “incompleta ed incongruente”, cioè completamente INATTENDIBILE proprio come quella presentata in sede AIA nel 2008 e autorizzata nel 2009. Ancora, il camino E292 (ventilatore del caolino) deve prevedere un filtro a tasca in tessuto ancora non presente. Non sono dichiarate le emissioni in atmosfera di tipo non convogliate-diffuse e loro stima dei flussi di massa.

Si richiede che la documentazione presentata sia conforme alla DGR 288/06 e non a loro conteggi e prospetti così come si ribadisce che il Piano di Monitoraggio e Controllo dovrà essere conforme alla DGR 35/10 e non a ipotesi interne prive di valore giuridico. ARPALAZIO dubita anche che le misurazioni fin qui fatte degli inquinanti aerei siano attendibili ( e vorrei vedere, sono stati rinviati in 6 a giudizio penale per questo). Ora ARPALAZIO dice che non essendo a norma i punti di emissione, non lo sono nemmeno i dai riferiti alla loro portata e nemmeno il conteggio delle tonnellate delle polveri emesse e dichiarate. ARPALAZIO continua dicendo che “occorre inoltre evidenziare che le campagne di monitoraggio della qualità dell’aria effettuate da ARPA LAZIO nel comune di Sora mostrano una situazione preoccupante per quel che riguarda la ricaduta delle polveri e ciò richiederà necessariamente prescrizioni più stringenti per tutte le potenziali sorgenti tra cui anche il sito produttivo della Burgo”. Continua dicendo che il CAMINO E300 (turbogas) non è conforme alle norme UNI e che i dati dichiarati da Burgo SpA sulle emissioni sono non rappresentative e non valide ai fini del controllo. FINALMENTE anche ARPALAZIO si accorge poi che esistono le “Norme di Attuazione del Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria della Regione Lazio” da me sempre richiamate perchè sono Leggi in vigore.

Cosicchè i camini della turbogas ora di altezza di 30 metri debbono essere elevati a 50 metri, proprio in virtù dell’art. 6 che stabilisce che gli impianti con potenza termica superiore a 100 MWt (115 è la potenza tecnica dichiarata dal Gestore) devono avere un camino alto 50 metri. Stesso dicasi per il camino bypass E301. (A proposito della potenza termica qui richiamata anche da ARPALAZIO per l’impianto cogenerativo-turbogas, vi invito a leggervi le motivazioni – pagina 13 – del giudice Olga Manuel che ha assolto 3 funzionari di Regione Lazio. Vedrete che si dichiarano altri valori. Il perchè lo sappiamo, è scritto nelle motivazioni). Anche gli odori (puzza) emessi dalla cartiera non sono adeguatamente contrastati, cosa invece possibile e dovuta maggiormente in presenza di lamentela della popolazione limitrofa. Anche le emissioni sonore risultano essere oltre i limiti di legge e che i dati dichiarati da Burgo non sono attendibili e che il piano di monitoraggio dei rumori è incompleto. Insomma, quando si dice “ la metà basta e avanza”.

Dunque, il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ILLEGALMENTE dalla Provincia di Frosinone nel 2009 alla Burgo SpA (è negli atti del procedimento penale) è ferma oggi a queste contestazioni di ARPALAZIO. Contestazioni che prevedono solo due ipotesi di lavoro, l’adeguamento o il fermo impianti. Dunque, mi rivolgo alla Burgo SpA. Il gioco è finito. Avete perso. Tana Burgo SpA. I soldi che avete speso… potevate metterci a norma gli impianti.

Perciò ora mettete a norma gli impianti esistenti e la turbogas oppure andrete incontro ad altre serissime conseguenze quali la richiesta di risarcimento per danni alla salute e all’ambiente che i cittadini di Sora ed Isola del Liri porranno in essere nei vostri confronti nei prossimi mesi ed anni. Siamo stufi di vedere che voi guadagnate centinaia di milioni di euro per la vendita di energia elettrica prodotta dalla turbogas in cambio dei quali ci date migliaia di tonnellate di polveri cancerogene PM2,5. Siamo stufi di vedere ammalarsi i nostri concittadini, padri, madri, figli, operai della Cartiera del Sole. La salute dei cittadini sorani ed isolani e degli operai della Cartiera del Sole deve essere salvaguardata ad ogni costo.

Ora, tempo 6 mesi, o vi mettete a norma come da prescrizioni di ARPALAZIO oppure chiederemo d’urgenza che la turbogas venga sequestrata e fermata in attesa di adeguamento lasciandovi lavorare (al momento) con le caldaie pre esistenti che ancora avete in linea produttiva. Volete perdere i milioni annui derivanti dalla minore energia elettrica prodotta per il fermo della turbogas? Volete tornare ad acquistare la corrente elettrica di cui necessità lo stabilimento? Volete avere centinaia di cause per risarcimento dei danni biologici ed ambientali? Avete fatto cassa per 7 anni, ora dovete mettere mano al portafogli e regolarizzare la situazione industriale della cartiera. Le istituzioni vi aiuteranno e se necessario vi aiuteremo anche noi cittadini (basta che non ci chiediate soldi). Una ultima voce va data ai responsabili degli Enti preposti, Regione, Provincia, Comune, ARPA, AUSL, Ministero. Se non si rinnova l’AIA nei tempi dovuti, si blocchi la turbogas con il fermo impianti e non con il sequestro con possibilità d’uso (come per altro impianto). Il rinnovo non va dato se l’azienda non si mette in regola secondo le prescrizioni impartite da ARPALAZIO. Perciò, FATE RISPETTARE LA LEGGE OPPURE LA LEGGE SI OCCUPERA’ DI VOI».
Non è un consiglio, è un avvertimento.

In allegato: relazione ARPALAZIO (clicca qui)

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