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«Ascione Massimo ha una faccia e una dignità politica!». Clamoroso sfogo in aula consiliare

Pubblicato ilmercoledì 20 aprile 2016   
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All’inizio dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Sora, convocata per le 19 di ieri, Massimo Ascione ha annunciato pubblicamente che in occasione delle prossime elezioni amministrative, in programma a Giugno, molto probabilmente non sarà della partita. «Non sarò consigliere né in maggioranza né in oppsizione mio malgrado – ha sottolineato il consigliere – perché Ascione Massimo ha una faccia e una dignità politica».

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Il bersaglio dello stesso Ascione, palesemente amareggiato durante il suo sfogo in pubblico, potrebbe essere Enzo Di Stefano, del quale è stato per almeno tre lustri uno dei più fedeli sostenitori politici. Ascione potrebbe aver detto basta dopo aver letto sulla stampa e ascoltato in giro le voci riguardanti un clamoroso accordo elettorale dello stesso Di Stefano con Ernesto Tersigni, il “nemico” di sempre, la punta dell’iceberg che ha più volte colpito e affondato il “Titanic Enzo” per portare voti a politici di Cassino e distruggerlo.

Immaginare l’ex sindaco di Sora nonché consigliere regionale dal 2000 al 2005, l’uomo dei record eletto consigliere comunale per la prima volta a 18 anni e confermato nel 1997 a soli 37 anni sullo scranno più alto del municipio con il 68% dei consensi pari a 11 mila voti, ridotto a fare da gregario al sindaco uscente Ernesto Tersigni per non sparire definitivamente dalla scena politica locale, deve essere stato un colpo troppo duro da incassare per il coerente e battagliero Ascione, ultimo esponente di quello che fu il “distefanismo”, ferreo oppositore dell’attuale amministrazione e sempre al fianco di Enzo Di Stefano, anche e soprattutto dopo i numerosissimi tradimenti ai danni di quest’ultimo, su tutti quelli delle Regionali 2005 e 2010 e delle Comunali 2011 la notte prima della presentazione delle liste, confezionati ad arte proprio da parte di chi oggi starebbe per elemosinargli uno spazio nella politica cittadina cancellandolo definitivamente.

Ascione ha deciso di gettare la spugna in pubblico, forse perché stanco di questa ridicola politica sorana che ha perso ogni traccia di serietà, o forse perché in cuor suo spera ancora in una folgorazione last minute sulla via di Damasco del Di Stefano, che, dal canto suo, ad onor del vero non ha ancora rivelato ufficialmente le proprie posizioni in occasione delle imminenti elezioni, compresa la possibilità di una folle ipotesi di un’alleanza con coloro che per due volte gli hanno impedito di tornare in Regione e, nel mezzo, di essere eletto in Senato in occasione delle Elezioni Politiche 2006.

Sta di fatto che il messaggio lanciato ieri sera dai banchi dell’opposizione della massima assise sorana è chiaro e tondo: a tutto c’è un limite e l’asserto vale anche per la politica. Non si possono trascorrere cinque lunghi anni in opposizione e poi fare il salto della quaglia solo perché non si è più in grado di mettere insieme tre o quattro liste per concorrere alla carica di sindaco. Soprattutto, non si può contrapporre il tradimento al tradimento: forse Ascione avrebbe preferito che Di Stefano si fosse comportato da politico coraggioso e dignitoso, componendo anche una sola lista e candidandosi a sindaco con gente nuova, spiegando nelle piazze di esser stato tradito e lasciato solo da tutti. In tal caso, probabilmente, Ascione avrebbe combattuto con tutte le sue forze l’ennesima battaglia.

Deve essere dura, dopo 15 anni in prima linea, ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, accettare che il ’93 è ormai lontano anni luce e che dell’uomo che nel 2011 rischiò di battere lo strapotere del Pdl con uno strepitoso recupero al ballottaggio non è rimasto che un mozzo disposto a lavare il pavimento della nave del sindaco uscente pur di continuare a viaggiare, un sindaco anch’egli disperato e costretto a calpestare la propria dignità politica, dimenticando insulti e cattiverie varie da parte del suo probabile nuovo alleato, pur di restare in sella al ciuchino da passeggio “Sora”, che proprio a causa di questa vergognosa guerra durata 15 anni ha perso tutte le sembianze di quel cavallo da corsa che era un tempo…

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