29 settembre 2015 redazione@sora24.it
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Assenze di lusso alla festa di Forza Italia? Ecco perché Abbruzzese se ne frega (di Alessio Porcu)

E’ la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Alla Festa Azzurra di San Giorgio a Liri mancavano diversi esponenti di Forza Italia. Ma sono stati presenti altri che nessuno avrebbe giurato sarebbero andati. La ‘geografia’ della politica si legge anche così.

Tra gli stand non si è visto l’ex deputato Antonello Iannarilli: caduta nei giorni scorsi la possibilità di rimescolare le carte e aprirgli la porta di servizio per entrare in Regione Lazio spostando Mario Abbruzzese al Parlamento, Antonello ha subito ripreso le distanze dal gruppo Abbruzzese – Ciacciarelli; con loro non vuole avere nulla da spartire e vuole che sia evidente. Mancava pure Alessia Savo, che non è soltanto sindaco di Torrice ma anche vice coordinatore provinciale del Partito. Nessuna traccia nemmeno del responsabile regionale Attività Produttive Silvio Ferraguti: la sua strategia é chiara, punta ad essere il leader alternativo ad Abbruzzese puntando sul campanilismo del nord Ciociaria ed i congiuntivi messi al posto giusto. Assente anche l’assessore provinciale Vittorio Di Carlo che rivendica la candidatura a sindaco di Sora dopo essere stato per anni il vice di Tersigni ed essersi dimesso per disciplina di Partito (alcuni sostengono fosse assente giustificato: pare avesse l’influenza). Non è andato Carmelo Geremia Palombo, il pupillo di Mario che l’aveva schierato alle scorse comunali di Cassino contro Peppino Petrarcone arrivando al ballottaggio. Nemmeno un telegramma da Marco Valeri, il giovane professore di Ferentino che Abbruzzese lanciò alle comunali poi vinte da Antonio Pompeo. Così come sono rimaste vuote le sedie dei potenziali alleati strategici: quelle di Antonio Salvati (Coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia) e di Gabriele Picano (console di Noi con Salvini).

Ma siamo sicuri che Abbruzzese si stia disperando? Al suo invito hanno risposto praticamente tutti i big nazionali. Il segnale è che comincia ad avere sempre più ascolto nelle stanze di Forza Italia dove si decide: c’erano il vice presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che continua a sentire aria di coordinamento nazionale, Maurizio Gasparri vice presidente del Senato, il senatore Claudio Fazzone, Marcello Fiori responsabile nazionale Enti Locali, Davide Bordoni capogruppo forzista di Roma Capitale.

E se qualcuno pensava che fosse in rotta di collisione con il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani deve tenere conto che l’avvocato si è scomodato per assistere ai dibattiti in terra sangiorgese; tanto quanto lo ha fatto l’assessore provinciale Gianluca Quadrinila cui sedizione a questo punto può considerarsi rientrata.

Le serate di San Giorgio a Liri hanno detto che anche se Forza Italia avesse un ulteriore arretramento sul piano dei consensi in occasione delle prossime elezioni comunali, poi a Mario Abbruzzese potrebbero bastare sei mesi di campagna elettorale tambureggiante per essere eletto alla Camera o alla Regione Lazio, prospettiva quest’ultima che gli piace di più perché, nel caso il centrodestra vincesse, lui andrebbe a fare l’assessore.

Intanto sabato e domenica si è “coccolato” i fedelissimi: il segretario Pasquale Ciacciarelli e il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti, pronto a schierarli alle Regionali o perfino alle Politiche. Dipenderà dalle scelte che faranno Abbruzzese e Tajani, sempre più affiatati e lanciati nella scalata in Forza Italia. Continua a tenere banco l’ipotesi che il Mario di Cassino sia in panchina per tenersi pronto a diventare coordinatore regionale al posto di Fazzone.

La vera incognita si chiama Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone: vorrà provare a concorrere o no per la Camera? Al momento è un rebus, ma Abbruzzese gli ripete 40 volte al giorno che la conferma a sindaco di Frosinone sarebbe enormemente maggiore come prestigio. E lui continua a dire che non avrebbe il tempo per poter fare il deputato, in quanto dovrebbe curare anche lo studio legale.

Il problema vero è che Forza Italia non ha ancora chiuso il capitolo delle alleanze: discorso chiuso (?) con il Nuovo Centrodestra di Alfredo Pallone, porte in faccia da Fratelli d’Italia di Antonio Salvati – ma a San Giorgio era presente il capogruppo regionale Giancarlo Righini – da Noi con Salvini di Gabriele Picano.

Sul territorio il problema non c’è: accordi trasversali con il Pd alla Provincia e negli intermedi. A livello nazionale e regionale deciderà Silvio Berlusconi.

Più gente se ne va o si colloca sull’Aventino, più Mario Abbruzzese ha campo libero. La sostanza politica è solo questa.

Alessio Porcu – www.alessioporcu.it

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