21 maggio 2015 redazione@sora24.it
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ATt3: al “De Sica” di Sora espongono Fabio Landolfi, Maria Angela Pallisco e Stefania Scala

ATt3, esposizione d’arte. Partecipano: Fabio Landolfi, Maria Angela Pallisco, Stefania Scala. Dove: AUDITORIUM Vittorio De Sica, piazza Mayer Ross, Sora, dal 24 al 31 maggio 2015. Inaugurazione: domenica 24 maggio ore 18.00 orario di apertura: dalle 17.00 alle 20.00

Fabio Landolfi
Il primo rapporto con l’immagine nell’uomo primitivo e nel bambino avviene attraverso il segno. Si esprime così, nel modo più istintivo ed immediato, l’esigenza primaria della comunicazione. Per produrre un segno è necessario una superficie, un attrezzo capace di lasciare traccia, un movimento della mano o del braccio e la volontà coordinatrice del cervello. La combinazione di superfici, attrezzi e movimenti è il primo indispensabile momento sperimentale necessario per imparare ad esprimersi con le immagini in modo originale e comunicativo. Il MIO segno è una miscela di improvvisazione ed esperienza, di casualità e metodo, di istinto e calcolo. Scavare la superficie è in pratica fermare questo segno, bloccarlo, renderlo indelebile. Il colore colato è casualità. La resina trasparente blocca tutto ma lascia vedere i passaggi.

Maria Angela Pallisco
La memoria, il tempo, il pensiero come filo discorsivo dell’esistenza. Amori, dolori, passioni, separazioni, tutto si intreccia giorno dopo giorno, in storie che diventano narrazioni di vita. CoprireScoprire, quando un abito non è più solo abbigliamento temporaneo, modaiolo, frivolo, ma identificativo della nostra personalità, della nostra storia, della nostra esistenza. CoprireScoprirsi, quando sappiamo rivelarci al mondo nella nostra interiorità ed intimità senza apparire deboli e nudi. CoprireScoprire è un progetto work in progress: per chi vuole avventurarsi, contaminarsi con l’arte e progettare il suo abito attraverso la mediazione sacrale dell’artista.

Stefania Scala
L’artista si pone oltre la realtà superando e analizzando le contraddizioni che palesemente si manifestano nel vivere sconcertante del genere umano. Nell’interiorità vissuta con drammatica lucidità si libera in un volo mentale che la proietta in dimensioni altre… La sensazione vissuta di ‘vuoto / non vuoto’, crea una sospensione che nelle forme dissolte dilatate e impalpabili si traduce in immagini di confine tra forma/non forma. Il senso delle parole svanisce in segni del ‘sentire’ disperso nell’inaccessibilità dell’altro. Natura e poesia fluttuano nell’impermanente realtà.

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