mercoledì 7 dicembre 2011 redazione@sora24.it

Attacchi dei lupi al bestiame, il Circolo dei Briganti protesta

Il Circolo dei Briganti si unisce alla protesta degli allevatori che svolgono la loro attività sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che nei giorni scorsi hanno  protestato a Roma, davanti il Ministero dell’Ambiente, dal quale attendono risposte concrete.  Insieme agli allevatori abruzzesi, gli allevatori laziali lamentano ingenti perdite di capi di bestiame, a causa dei continui attacchi dei lupi. Una protesta un po’ cruda quella degli allevatori, tesa però  a mostrare alle istituzioni la totale intolleranza nei confronti di chi dovrebbe ascoltare le loro problematiche, ma si mostra completamente sordo. Gli allevatori non stanno di certo contestando la presenza della fauna selvatica nelle aree di pascolo, cercano solo risposte istituzionali che tardano ad arrivare.

Il presidente del Circolo dei Briganti, Simone De Biase, ha incontrato in questi giorni gli allevatori Giuseppe Tatangelo, Orazio Tatangelo e Davide Gargaro. E’ quest’ultimo che, in qualità di membro del Circolo dei Briganti, ha reso possibile questo incontro, dal quale è emerso che allevatori e lupi debbano convivere necessariamente in un’area come quella del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. “Non v’è ombra: tale coesistenza sia possibilissima  – spiega Simone De Biase – ma c’è bisogno che gli allevatori abbiano delle garanzie da parte del Ministero dell’Ambiente, dall’Ente Parco, al fine di preservare quello che è un antico mestiere, peraltro in via di estinzione, che viene svolto ancora come un tempo, allevando faticosamente il bestiame al pascolo per 365 giorni l’anno. In questo modo viene garantita l’esistenza di un prodotto dalle qualità altissime. Mostrandosi disinteressati alle loro richieste si finisce per fare gli interessi delle grosse aziende che allevano bovini stipandoli all’interno di buie stalle e alimentandoli con mangimi acquistati all’ingrosso. Questi allevatori meritano di essere ascoltati perché il loro lavoro permette alle nostre famiglie di avere alimenti salubri e genuini”. Non si contesta il fatto che i branchi di lupi autoctoni, attacchino i pascoli, dunque, ma la mancanza di risposte e assistenza da parte delle istituzioni preposte. La fauna selvatica all’interno, al di fuori e a ridosso del Parco è di proprietà dello Stato, quindi quest’ultimo dovrebbe prevedere degli indennizzi agli allevatori danneggiati. Al Lupo in quanto tale non può essere riconosciuta alcuna responsabilità. E’ il suo proprietario, ovvero lo Stato, ad essere responsabile per quest’ultimo. Non è di certo la consueta protesta degli allevatori che svolgono la propria attività nelle aziende agricole in pianura. Come Circolo, tra i numerosi obiettivi che ci poniamo, c’è quello di preservare mestieri e peculiarità dei nostri territori, ai fini culturali, economici e anche enogastronomici. Per questo riteniamo che debba esser mantenuta la netta differenza di quello che è un allevamento al pascolo, rispetto a quello in stalla. Di tutt’altro genere e cultura il primo, rispetto al secondo.

Davide Gargaro e Simone De Biase, nell’incontro tenuto nei giorni scorso hanno manifestato l’intenzione di sostenere la causa degli allevatori e tutte le eventuali iniziative che essi vorranno organizzare per il futuro.

Circolo dei Briganti
Presidente – Simone De Biase

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