Augusto pronto a “vincere la guerra”: sei liste per mandare in soffitta il passato e cambiare Sora

giovedì 14 gennaio 2016    

Con l’interessante intervista pubblicata oggi sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, nell’articolo a firma di Giulia Abbruzzese, il Dott. Augusto Vinciguerra ha parlato della sua possibile discesa in campo come candidato a sindaco di Sora nelle prossime elezioni comunali. La riportiamo fedelmente di seguito.

“Che percentuale attribuisce al ‘sì’ sulla sua candidatura a sindaco di Sora? Dice che tra 1 e 99% non passa alcuna differenza. A farla, la differenza, per lui sono le persone, quella che in gergo medico si chiama ‘equipe’ e che, volgarmente, si traduce in voti nelle urne e consensi dei cittadini. Augusto Vinciguerra, presidente dell’Associazione dipendenti ospedalieri, è l’uomo giusto per Enzo Di Stefano e non solo, se è vero che sarebbero già sei le liste pronte a legarsi al suo “santino”. Tra queste, oltre a un paio dell’ex sindaco di Sora, anche i gruppi di Lombardi, Giannetti e La Pietra, anche se nessuna ancora marchiata con l’ufficialità. Al di là della discesa in campo per la fascia tricolore, Vinciguerra dice che una lista la presenterà comunque.

Dottor Vinciguerra, la chiudiamo questa partita? «Siamo in una fase di studio e conoscenza pure abbastanza avanzata. Sora ha bisogno di nuove energie ed è per questo che sono contento di essere avvicinato da tante persone e di parlare con gruppi e cittadini».

Anche con Di Stefano, Giannetti, La Pietra, Lombardi, De Donatis… devo continuare? «Con tutti. Ad Enzo Di Stefano riconosco un grande atto di umiltà nel fare un passo indietro purché ci sia una persona che unisca Sora e non la divida. Con Roberto mi lega l’esperienza di Patto Democratico, anche se in questa circostanza forse avrebbe dovuto allargare un po’ i suoi orizzonti. In ogni caso non è mai troppo tardi per nulla».

Mi scusi: un legame antico, la stessa convinzione per una piattaforma civica lontana dai partiti: cosa impedisce un accordo con De Donatis? «Aggiungo anche una comunione d’intenti sull’importanza dei progetti. Nel suo caso, però, forse sono un po’ troppi. Ne metterei in elenco di meno ma più fattibili, terreni. Il libro dei sogni è sempre difficile da tradurre in realtà».

Immagino che la questione sanità e ospedale di Sora siano al centro della sua azione… «Immagina bene. Ma non si limiterà a questo. Dal punto di vista dei contatti con Regione ed Europa, Sora è ancora una terra “vergine”. Dobbiamo conquistare ancora molte cose. E se la squadra sarà quella giusta, penso che non sia impossibile».”

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