sabato 9 aprile 2016 redazione@sora24.it

Augusto Vinciguerra scrive a Matteo Renzi: «Quale motivo porta a scegliere ad un partito di schierarsi con candidati fino a ieri acerrimi nemici?»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il candidato Sindaco Augusto Vinciguerra ha indirizzato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

«Carissimo Presidente, le scrivo perché negli ultimi giorni sempre più dubbi mi sorgono sul significato di alcune scelte politiche del Suo partito, che una volta era anche un po’ mio… Può sembrare un po’ eccessivo che io scomodi Lei, ma ad oggi né i rappresentanti del circolo della mia città, né tanto meno i referenti provinciali hanno saputo spiegarmene il senso.

In un mondo che rinnega continuamente la politica sentendola come lontana se non, peggio, nemica, ho pensato per un attimo in questa mia esperienza politica civica di ridarle l’opportunità di tornare ad essere accettata e perché no, amata… La Politica è un fuoco che ti arde dentro e che sebbene te ne allontani per non condivisione di scelte o triste delusione, rimane assopita in un angolo del cuore a covare sotto la cenere pronta a divampare di nuovo alla prossima grande occasione.

Ma, mi spieghi, quale motivo porta a scegliere ad un partito di schierarsi con candidati fino a ieri acerrimi nemici, la cui faida ha paralizzato la mia città per 15 anni e che ora si rialleano solo per evitare che la città riesca a vomitarli via? Sperano forse che il boccone più grosso impedisca questo inevitabile riflesso? E perché un partito come il Suo, che ribadisco, una volta era un po’ mio, decide di benedire questa scellerata unione d’affari personali tradendo ancora una volta il proprio simbolo di cui sembrano quasi vergognarsi ma che sono sicuro oggi si sta davvero vergognando di loro? Cosa racconterò ai ragazzi ex militanti del suo partito che stanno animando la mia campagna elettorale? Che ai loro referenti provinciali non importa nulla di persone, progetti, credibilità ma scelgono i loro rappresentati come alle corse dei cavalli? (senza valutare che di prevedibile in politica, loro dovrebbero saperlo, non c’è davvero nulla!) Che hanno fatto bene a fuoriuscire da un partito che non li valorizza?

Pensavo invece, che il Partito con il più giovane Presidente del Consiglio della storia italiana che vanta desiderio di rinnovamento e innovazione avrebbe favorito anche a livello locale un cambiamento! E invece no, non ci saranno giovani a rianimare le stanze di un circolo spaccato in balia dei poteri nemmeno tanto forti, non ci saranno nuovi tesserati entusiasti, non ci sarà la Politica a cercare di cambiare la città ma solo i cittadini che dovranno scendere in campo, ancora una volta, per difendersi da essa. Augusto Vinciguerra candidato sindaco del comune di Sora».

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