2 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Bernardo Mattiucci su Rocca Sorella: “Abbiamo un patrimonio storico, naturalistico e culturale allucinante e non ce ne rendiamo conto.”

L’accesa diatriba riguardante il Castello di Sora continua senza offrire il benché minimo spunto di riflessione concreta su ciò che realmente abbiamo a nostra disposizione sul colle che domina la nostra città. Concentrarsi sul recupero e sulla valorizzazione di Rocca Sorella deve necessariamente essere un punto di partenza, non l’arrivo. Spendere quindi una cifra considerevole senza avere un minimo di progetto grazie al quale far fruttare l’investimento, è semplicemente ridicolo. E questo è stato confermato anche da chi si occupa di questioni economiche.

Quando ero ragazzo salivo su al Castello praticamente tutti i giorni. Lo conoscevo ormai come le mie tasche e l’aria respirata tra quelle mura era un toccasana per corpo e spirito. Restavo seduto su quelle mura per ore, al sole, con gli occhi chiusi e la mente che viaggiava indietro nel tempo fino a farmi rivivere strane sensazioni… Poi tutto finiva quando dovevo tornare a casa a studiare. Anno dopo anno ho apprezzato l’importanza di quella palestra naturale che è Rocca Sorella… con l’importante falesia denominata Rava Rossa, una tra le più belle del centro Italia, che insieme alle altre pareti rocciose più piccole hanno permesso a tanti ragazzi della zona di avvicinarsi alla pratica dell’Alpinismo e del Freeclimbing.

Oggi Rocca Sorella andrebbe rivalutata per quello che è… ovvero un parco naturale al centro di una città, una palestra naturale a tutto tondo, nella quale e sulla quale decine di sorani si recano a correre giornalmente. Un Castello di quelle dimensioni, con o senza una strada carrabile, andrebbe risistemato e attrezzato come punto informativo, di ristoro per i fine settimana e i periodi estivi, un luogo di Relax dove chiunque può recarsi a riposare, a leggere, studiare, meditare, pregare…. Di possibilità ce ne sono tante… e mi vengono in mente le feste in costume organizzate in alcuni castelli sparsi per l’Italia… con le loro antiche mura addobbate a festa e gente che arriva da tutta la nazione per assistere a quel ballo o a quella rievocazione storica. Abbiamo un patrimonio storico, naturalistico e culturale allucinante e non ce ne rendiamo conto.

Un patrimonio che personalmente eviterei di vincolare ad una strada carrabile. Non è indispensabile per il recupero del nostro amato Colle e non deve esserlo. La trasformazione di Rocca Sorella, da ingombrante montagna di rocce pericolanti a parco naturale degno delle prime pagine dei giornali, parte dal ripristino di Via Ravo. Una carreggiata con il fondo ben sistemato ed una larghezza utile di 1 metro circa, è più che sufficiente per permettere il transito di carriole motorizzate cingolate (con carico utile pari a 10 quintali). Per il ripristino del sentiero che sale dal pianoro della Madonna delle Grazie il discorso non è molto diverso. Sistemati i sentieri per l’accesso, si passerebbe poi ad eliminare la quasi totalita’ degli alberi sugli ultimi 30/40 metri almeno di quota… visto che storicamente il colle è sempre stato “nudo”.

Gli alberi, i pini in primis (alberi che non sono assolutamente originari della nostra zona), sono troppo infestanti a causa delle loro spore che vengono trasportate dal vento contro le mura del Castello. Terminata questa seconda fase si passerebbe così al Castello vero e proprio con una risistemata per bene del cortile interno ed eliminazione totale di tutti i rifacimenti orribili che si sono susseguiti nel corso degli ultimi 60 anni. Il Castello diverrebbe così fruibile da chiunque voglia trascorrere qualche ora in totale relax potendo godere di un piccolo ristoro da allestire nel cortile (mediante strutture NON permanenti poste all’interno delle 2 stanze realizzate dal Bortolotto negli anni ’50), con servizi igienici e personale addetto che potrebbe mantenere pulito e in ordine l’intero colle, garantendo, al contempo, un servizio ai turisti sia come assistenza che come guide locali e storiche.

All’esterno, per recuperare a quello che personalmente ritengo essere un vero scempio, ovvero la traccia della strada che scende sul versante Ovest, si potrebbe creare un percorso pedonale per completare le possibili vie di accesso oppure un giardino botanico. Rocca Sorella è apprezzata per la sua natura selvaggia a mezzo passo dal centro cittadino. Devastarla con inutili strade asfaltate e quant’altro snaturerebbe il suo ruolo primario di parco naturale e sportivo nel cuore della città di Sora.

Bernardo Mattiucci – Outdoor Emotions

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