23 settembre 2015 redazione@sora24.it
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Bruno La Pietra: «ESCO PER VENT’ANNI»

«Assistere ad un consiglio comunale di Sora offre uno spettacolo di degrado sociale. Gli atteggiamenti di scherno, di boria, di prevaricazione, di insofferenza che l’amministrazione offre non solo in quell’assemblea, ma a tutta la città, sono offensivi. Ci si sente mortificati dai comportamenti oltre che dalla sostanza dei temi. Ai cittadini che assistono a questo spettacolo sarà difficile far riacquistare credibilità nella politica. Ho assistito al Consiglio Comunale per l’approvazione del progetto preliminare che servirà per affidare, dopo un bando, la pubblica illuminazione ad un ente privato.

L’idea delle privatizzazioni che procuravano risparmi è crollata da un pezzo. Alcune volte questo accade, ma nella maggior parte dei casi i cittadini vengono stritolati da apparati contro i quali diventa impossibile ogni contrapposizione. A Sora sta accadendo qualcosa di molto grave, di incomprensibile, secondo i canoni della logica.

La cosa vergognosa è vedere di nuovo il Partito Democratico, che in maniera passiva, ossequiosa, supina, acritica, permette a questa maggioranza, oltreché di esistere, di realizzare queste cose così distanti da una logica moderna, che da tempo ormai ha superato il primitivo escamotage della privatizzazione per false soluzioni e gettare fumo negli occhi dei cittadini.

Un esponente di Forza Italia si diceva spaventato di questa assegnazione della pubblica illuminazione nelle mani di un privato e il rappresentante del Partito Democratico? Nulla, impassibile, di fronte a scelte così delicate? E’ il paradosso della politica sorana: i Liberisti che si preoccupano delle privatizzazioni ed il PD che li supera a destra.

L’opposizione ha cercato in tutti i modi di intavolare anche su base tecnica un ragionamento, ma le facce dei rappresentati della maggioranza erano impassibili, saccenti, altezzose, infastidite.

Andremo in mano ad una piccola Acea, anche per quello che riguarda la pubblica illuminazione. Si chiamerà con altro nome… queste ESCO che somigliano nel loro acronimo sempre di più ad altre benefattrici… E’ questo che vogliono i cittadini? Non si palesa in questo modo, in maniera evidente, l’inadeguatezza della pubblica amministrazione, il venir meno al suo compito istituzionale di operare nel comune interesse?

I prodi paladini della privatizzazione ieri tuonavano di un risparmio annuo di circa 40.000 euro… Fesserie! Non si conosce l’andamento del mercato dell’energia. Non si conosce la tecnologia, che forse tra qualche anno potrebbe consentire risparmi incredibili. Non si conosce la base vera di partenza dei consumi, per fare con accuratezza certi calcoli. E con tutte queste variabili il Comune che fa? Si vincola per 20 anni.

Io non mi fido. Mobilitiamoci intorno a questo problema. La cosa non finisce così, ve lo posso garantire. Domani andrò a parlare con un esperto di questioni amministrative per verificare la possibilità di opporsi a questa iniziativa. Non lasciamo che ancora una volta nelle pieghe di conti poco precisi, di approssimazioni, di ipotesi, la città vincoli per 20 anni il suo destino tecnologico a scelte poco attente.

Qualche consigliere ieri faceva finta di non capire che un ammodernamento graduale avrebbe significato non vincolarsi, per poter valutare, in base alle trasformazioni del mercato e della tecnologia, le scelte migliori da adottare. Tutte cose che un Comune in grado di ragionare può fare da solo.

Quelli che vogliono risolvere le cose in fretta mi spaventano. Nascondono sempre qualcosa».

Bruno La Pietra – Sinistra Unita Sora

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