15 luglio 2013 redazione@sora24.it
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BUONE VISIONI – Il Cinema in TV lunedì 15 luglio (di Aaron Ariotti)

Oggi sarà un buon giorno, me lo sento. E sapete perché? Perché a darci il buongiorno sarà uno dei più grandi sceneggiatori e registi che la storia del cinema annoveri. Mi riferisco a Ernest Lubitsch. Ne abbiamo già parlato diverse volte in questa rubrica e del resto come potrebbe essere altrimenti? Billy Wilder, che di Lubitsch fu una sorta di epigono, coniò l’espressione tocco alla Lubitsch per definire il mix calibrato di dosato umorismo e fine erotismo tipico delle sue commedie. Rai Movie alle 8,05 manda in onda “Mancia competente” (1932), il film di Lubitsch che Lubitsch amava di più (“stilisticamente – disse – non ho mai fatto di meglio”). In breve, la trama: falso barone e falsa contessa, amanti e ladri di gioielli, si fanno assumere da una ricca signora della buona società parigina, intenzionati a mettere a segno un colpo grosso. Ma lui s’innamora della signora da derubare… Il film è l’emblema della commedia lubitschiana: “scontro tra i sessi, illusioni, allusioni, equivoci, contesti sofisticati che dietro il bello apparente nascondono l’unico vero motore delle relazioni tra gli uomini (e le donne): la menzogna”. “Mancia competente” poi rappresenta un vero e proprio documento storico: all’epoca il sonoro stava emettendo i primi timidi vagiti, eppure qui i dialoghi risultano essenziali almeno quanto la rigorosa messa in scena. E prima che il codice Hays instaurasse l’autocensura, Lubitsch si permette di creare situazioni licenziose che rendono irresistibili e trascinanti i confronti tra i due amanti-ladri, interpretati da due grandi dell’epoca: Herbert Marshall e Miriam Hopkins. Film da vedere per poi sorridere tutto il giorno.

Iris alle 15,15 propone “Un maledetto imbroglio” (1959) di Pietro Germi, liberamente tratto da uno dei maggiori romanzi del ‘900 italiano, “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda. Il furto avvenuto in un ricco appartamento e il cadavere trovato in un altro appartamento hanno qualcosa in comune? Il commissario Ingravallo, interpretato dallo stesso regista, indaga… Quando uscì al cinema, in molti lo considerarono il miglior giallo in assoluto del cinema italiano. Ancora oggi non sono certo molti i gialli italiani che potrebbero ambire al medesimo riconoscimento.

Chi preferisce il cinema americano classico può dirottare su Rai Movie, dove alle 15,35 c’è “Sugarland Express” (1974) di un imberbe Steven Spielberg, all’epoca ventisettenne. Una giovane donna, Lou Jean Poplin (Goldie Hawn), convince suo marito Clovis (William Atherton) a evadere di prigione nonostante gli rimangano solo quattro mesi da scontare. Lo scopo della coppia è quello di raggiungere il figlioletto Langston a Sugarland, al confine texano con il Messico. L’inseguimento alla coppia, con un poliziotto che hanno in ostaggio, si trasforma in un mastodontico schieramento di forze. Tra i comprimari, fenomenale interpretazione di Ben Johnson. Vinse il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes.

Su La7 ALLE 21,10, per gli amanti delle sequenze spettacolari, una buona iniezione di adrenalina con “Il treno” (1964) di John Frankenehimer. La trama: mentre gli alleati si avvicinano a Parigi, il colonnello von Waldheim carica un treno con opere d’arte trafugate dai musei. Curiosità: il film era stato iniziato da Arthur Penn, licenziato (sì, succede anche ai più bravi) e rimpiazzato da Frankenheimer.

Personalmente, dovendo scegliere, alla stessa ora mi sintonizzerei su Rete 4, dove c’è “L’ultimo boyscout” (1991) di Tony Scott. Bruce Willis interpreta il detective Joe Hallenbeck che diversi anni prima, quand’era un agente segreto, salvò la vita al Presidente. Ora, caduto in disgrazia, si limita a vivacchiare, finché non si allea – malvolentieri – con un ex giocatore di football per porre fine ad un giro di scommesse e partite truccate. Divertentissima e dissacrante commedia avventurosa di puro intrattenimento (e il puro intrattenimento non è cosa semplice da realizzare), il film ha dalla sua una forza ironica sorprendente.

Dove ci sono ironia e autoironia vale sempre la pena soffermarsi un po’. Buone visioni.

Aaron Ariotti

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