20 maggio 2012 redazione@sora24.it
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ISOLA DEL LIRI – CALCIO: Isola, dieci giorni di speranza (La Provincia)

Dal quotidiano “La Provincia” del 20/05/2012 articolo a firma di Giovanni Lanzi: “Dieci giorni per non morire. Il calcio ad Isola del Liri è sull’orlo del baratro. Diciamo più o meno come la Grecia rispetto all’Europa e alla moneta unica. Il presidente Augusto Pomi scandisce i tempi: «Entro il 30 maggio dobbiamo capire cosa vogliono fare il Comune, il Sindaco e la città. In mancanza di proposte, mi riterrò libero di accettare le offerte che arrivano dall’esterno. E in questo caso, il titolo sportivo andrebbe sicuramente fuori della città di Isola del Liri». Torna in ballo l’ipotesi della cessione. Tra i Dilettanti è più facile, nel caso la squadra fosse rimasta in Lega Pro sarebbe stato più complicato perché le norme sono molto più restrittive: solo in presenza della inagibilità del campo è infatti possibile spostare la cosiddetta ‘residenza sportiva’ della squadra altrove. Pomi parla come parlò 4 mesi fa: «Ad Isola del Liri c’è menefreghismo assoluto. Nei giorni scorsi ho avuto una riunione con il sindaco Luciano Duro ma non mi è stata prospettata alcuna soluzione. E così la prossima settimana il primo passo lo compirò io: ho detto al segretario Messineo di redigere una lettera che protocollerò nella giornata di mercoledi e nella quale riconsegno la struttura al Comune. Non intendo più accollarmi un centesimo della manutenzione del campo. Poi aspetterò ». Il presidente Pomi è rimasto da solo, intanto: «Pierro è andato via, non ne vuole sapere più niente. E io la patata bollente non me la tengo in mano. Ho ribadito di essere aperto a tutte le soluzioni, anche a mettermi da parte. Ora spetta al Comune o agli imprenditori di questa città farsi avanti». Pomi spiega anche che non ci sono zone d’ombra sui conti: «La società non ha nessun problema economico. La prossima settimana pagherò maggio e giugno (nel frattempo, subito dopo la fine del campionato, ci sono state diverse rescissioni che hanno abbattuto il monte-stipendi e gli oneri connessi, ndr) che ci permetteranno di liberare le fidejussioni delle persone che mi hanno dato fiducia lo scorso anno a luglio». Il presidente lascia però anche una porticina aperta: «Se si presentassero delle soluzioni tali da convincermi a restare, dico da subito che vorrò combattere per il vertice, non faccio la testa di legno a nessuno». Nei gorni scorsi gli sarebbero arrivate diverse telefonate da paesi limitrofi, per un titolo di serie D che, pur nella crisi globalizzata, è appetibile: «Non ho accettato niente, come non ho accettato la proposta di un imprenditore che mi aveva solo chiesto il titolo, non garantendone la permanenza ad Isola. Non ho accettato, è stato l’ennesimo tentativo personale di voler continuare a credere in questa città. Ma non vedo assolutamente niente». Infine la novità del contatto e delle incomprensioni chiarite con l’ex patron Costantini: «Con lui problemi chiariti, grazie all’intelligenza tra le parti. Addirittura mi ha chiesto di ripartire, di tenere stretto il tirolo. Ma sulle basi che ho appena spiegato, sarà complicato ». Dieci giorni per non morire, più o meno è così. Come la Grecia”.

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