4 giugno 2013 redazione@sora24.it
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“Cancéglie ha prodotto tre milionari: significa che siamo bravi” (di Silvio Giannicchi, New York)

Ieri sera, scorrendo le pagine del numero XIV di Vita Sorana del bimestre Gennaio-Febbraio 1986, abbiamo trovato questa lettera. La riportiamo fedelmente di seguito, sperando che la lettura del testo vi emozioni così come ha emozionato noi.

“Caro direttore don Domenico, rinnovo l’abbonamento alla rivista Vita Sorana con piacere. Ringrazio il collaboratore sig. Vincenzo Paniccia per l’articolo sull’Orto Baronio. Mi ha fatto ricordare tutta la mia famiglia, perché abitavamo al Vicolo Barbaroscia al caseggiato di Andrea De Gregoris, che faceva la guardia al dazio.

Siamo al 1902 o 1903, quando io avevo 6 o 7 anni. Nella piazza noi giocavamo a bottoni. Eravamo assai i ragazzi e ci chiamavano i piccoli cucciùne. C’erano i L’Europa, i figli del sarto Dario, e Attilio Corona, i Cariozza, la cui madre impagliava le sedie, Agnese la caffettèra.

Mia nonna, prima di andare alla scuola, mi dava due soldi per comprare il caffè. Al mattino ci si aspettava gli uni gli altri: poi ci si metteva in fila; partendo da San Giovanni si lasciava Cancéglie e si sbucava a via dei Volsci. Quando arrivavamo a Piazza Nova, dove c’era la scuola, eravamo quasi 50 ragazzi.

La vigilia di S.Giovanni si faceva i fauóne dopo aver raccolta molta legna al fiume. Come si vedeva un pezzo di legno o una frasca trasportata dalla corrente, ci gettavamo subito in acqua per raccoglierla. Questo lavoro durava quasi un mese. In attesa del fauóne, la legna veniva portata sotto la cantina di Gregorio, dove abitano i miei nonni.

Guarda caso, cominciando dal Vicolo Rosati e passando per Via Cittadella fino a San Silvestro c’erano le famiglie degli Alonzi, dei Babusci e dei Conte. Questi sono emigrati negli Stati Uniti. Alonzi è andato a Chicago, dove ha messo una fabbrica di mobili con 500 operai ed è divenuto multimilionario; Babusci si è stabilito a Boston, dove ha impiantato una fabbrica di scarpe ed è divenuto assai ricco; Rocco Conte anche lui ha fatto assai milioni, è stato un grande benefattore perché fece fare un padiglione di sei letti all’Ospedale di Sora e acquistò anche l’ambulanza.

Con la mia famiglia e con Don Raffaele Lombardi ci siamo incontrati spesso alla casa di Rocco Conte. Voglio dire che Cancéglie ha prodotto tre milionari: significa che siamo bravi.

Silvio Giannicchi,
Cavaliere di Vittorio Veneto, 89 anni
New York

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