14 marzo 2014 redazione@sora24.it
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“C’è un tempo per demolire e uno per costruire” (di Antonella Paniccia)

“C’è un tempo per nascere e un tempo per morire… un tempo per demolire e un tempo per costruire… un tempo per stracciare e un tempo per cucire… un tempo per tacere e un tempo per parlare…” (Qoèlet)

Per ogni cosa c’è un tempo. Anche per pregare… E la Quaresima, per il cristiano, è il tempo della conversione: una conversione che implica riflessione, penitenza, digiuno, preghiera, rinnovamento spirituale. E’ un tempo di grazia che Dio ci dona per ripensare noi stessi, il nostro stile di vita, per riflettere su ogni umana sofferenza, vicina o lontana, e osservare che nulla di quanto accade nella vita rimane senza valore ai Suoi occhi.

Viviamo in un momento storico difficile, le sicurezze economiche franano, i valori morali ed etici che hanno costellato la nostra esistenza vengono attaccati…così accade che, anche affermare di avere una famiglia formata da una mamma e da un papà, oggi può diventare motivo di sospetto, di accusa… Siamo investiti da una miriade di messaggi, subliminali o anche espliciti, che portano tutti nella stessa direzione: lontani da quel Dio Creatore, descritto mirabilmente nella Genesi, che creò il genere umano e lo volle maschio e femmina.

Il progetto, oggi, è quello di rieducare la società, a partire dai bambini della scuola dell’infanzia, perché si ritiene scorretto affermare la cosa più naturale: che siamo nati con un sesso ben definito! Allora, bisogna parlare di “genere”, ovvero qualcosa di indefinito che si può cambiare, anche più volte, secondo l’ispirazione del momento. Questo è ciò che ci verrà chiesto di insegnare ai bambini… Diamine, dico! Come se non bastasse l’imposizione di genitore1 e genitore2! E possibile che nessuno ne sia al corrente?

Molti colleghi non ne sono ancora informati, i genitori neanche e si ridesteranno solo quando i bambini tornando a casa diranno: “Sai, mamma, la maestra ha detto che potremo anche cambiare sesso”! Non è fantascienza, è già accaduto in alcune scuole d’Italia. A Bergamo questa frase è stata riferita da mio nipote Jacopo, 10 anni, alla sua mamma che lo ascoltava esterrefatta. Bisogna prenderne atto: una vera rivoluzione antropologica è silenziosamente penetrata nelle scuole e presto ci troveremo a meditare sulle parole di Gilbert Chesterton: “Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” … In televisione, delitti consumati fra le mura domestiche e spietatamente svelati sotto la luce implacabile dei riflettori, ci rivelano affetti traditi, genitori che uccidono i figli e figli che massacrano i genitori.

Ogni tragedia assume le connotazioni di un film, così tutti possono penetrare nell’intimità della vita altrui. In tal modo, come un veleno lentamente inoculato, il male si fa quotidianità, e la violazione delle leggi umane e divine appare sempre più irrilevante, quasi normale. E’ l’anestesia delle coscienze! Se questo ci offre la società, perché meravigliarsi dei giovani che si drogano, si suicidano, o delle giovanissime che si prostituiscono pur di avere un abito griffato? Quali valori sono stati insegnati loro? E quali gli esempi offerti? Dinanzi alle tragedie causate dalle sregolatezze, non serve domandare “dov’è Dio?” ma urge riconoscere quale posto abbiamo dato a Dio nella nostra vita e quale futuro prepariamo per questi giovani.

“C’è un tempo per demolire e un tempo per costruire” … E’ giunto allora il tempo per ricostruire, per interrogarsi ciascuno sulle proprie responsabilità: di genitori, di educatori, di sacerdoti, di governanti… E’ giunto il tempo per tacere, tempo di fare silenzio sui dolori dell’umanità, di spegnere il televisore, di non meravigliarci dei problemi altrui e di cominciare a meditare su noi stessi, sui nostri errori. Allora impareremo che il miglior digiuno, in Quaresima, è proprio quello di non mangiare gli altri: con gli sguardi offensivi, con le parole lanciate come sassi, con le calunnie e le maldicenze, con l’invidia che avvelena gli ambienti di lavoro, con il potere usato in maniera disumana, persino spingendo al suicidio uomini che si vedono privati del lavoro.

E’, questo tempo di Quaresima, un tempo privilegiato per pregare, per interrogarci, per considerare se come genitori sappiamo offrire ai figli testimonianza di vita laboriosa, limpida, onesta; se come docenti sappiamo educare alla Verità, alla pace, al rispetto, all’impegno nello studio, all’amore per la famiglia; se come datori di lavoro operiamo per il bene comune, senza opprimere né esasperare vite umane! Talvolta è sufficiente un’ora…

Lunedì 17 marzo, alle ore 15,00, nella Chiesa di san Bartolomeo Apostolo: per recitare la coroncina alla Divina Misericordia dinanzi al SS.mo Sacramento, ai piedi del meraviglioso crocifisso donato dal Baronio.

Martedì 25 marzo, alle ore 15,00, nella Chiesa di san Giovanni Battista, per recitare la coroncina e vivere un’ora di pace sotto lo sguardo di Gesù, Ostia consacrata, per deporre ai piedi dell’altare le nostre miserie, chiedere perdono e sentire che la Misericordia di Dio ci accoglie.

E’ il tempo prezioso in cui la Misericordia di Dio scorrerà come un fiume su quanti, toccati dalla Grazia, si accosteranno a Lui con cuore contrito e pieno d’amore…E bello sarà, allora, poter dire:” Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto”! (G.Chesterton)

Antonella Paniccia

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