6 giugno 2012 redazione@sora24.it
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CENSIS "SANITÀ NEGATA PER 9 MILIONI DI ITALIANI"

ROMA (ITALPRESS) – Piu’ di 9 milioni di italiani dichiarano di non aver potuto accedere ad alcune prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per ragioni economiche. 2,4 milioni sono anziani, 5 milioni vivono in coppia con figli, 4 milioni resiedono nel Mezzogiorno. E’ quanto emerge da una ricerca di Rbm Salute-Censis, promossa in collaborazione con Munich Re, presentata oggi al “Welfare Day”.
Piani di rientro e spending review hanno determinato un crollo verticale del ritmo di crescita della spesa pubblica per la sanita’. Si e’ passati da un tasso di incremento medio annuo del 6% nel periodo 2000-2007 al +2,3% del periodo 2008-2010. La flessione si registra soprattutto nelle regioni con piano di rientro, dove si e’ passati dal +6,2% all’anno nel periodo 2000-2007 a meno dell’1% di crescita media annua nel periodo 2008-2010. La spesa sanitaria privata invece e’ aumentata piu’ che nel periodo pre-crisi: +2,2% medio annuo nel periodo 2000-2007 e +2,3% negli anni 2008-2010 (l’incremento complessivo nel periodo 2000-2010 e’ stato del 25,5%). E il 77% di coloro che ricorrono al privato lo fa a causa della lunghezza delle liste d’attesa. Parla di una sanita’ in peggioramento nella propria regione il 31,7% degli italiani, con un balzo di 10 punti percentuali in piu’ nel 2012 rispetto al 2009, quando erano il 21,7%. Le persone che avvertono invece un miglioramento sono diminuite di oltre 7 punti percentuali.
Nel 2015 e’ previsto un gap di circa 17 miliardi di euro tra le esigenze di finanziamento della sanita’ e le risorse disponibili nelle regioni. “I tagli alla sanita’ pubblica abbassano la qualita’ delle prestazioni e generano iniquita’ – sottolinea il Censis -. Per questo e’ prioritario trovare nuove risorse aggiuntive per impedire che meno spesa pubblica significhi piu’ spesa privata e meno sanita’ per chi non puo’ pagare”.
La sanita’ complementare in Italia e’ un universo composto da centinaia di Fondi integrativi, a beneficio di oltre 11 milioni di assistiti, che svolgono un ruolo ampiamente sostitutivo e colmano i vuoti dell’offerta pubblica. La ricerca di Rbm Salute-Censis ha riguardato 14 Fondi sanitari per oltre 2 milioni di assistiti e importi richiesti per prestazioni pari a oltre 1,5 miliardi di euro nel triennio 2008-2010. Il 55% degli importi dei Fondi integrativi ha riguardato prestazioni sostitutive (ricovero ospedaliero, day hospital, ecc.) fornite in alternativa a quelle dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) del Servizio sanitario.
Il restante 45% degli importi ha riguardato prestazioni integrative (cure dentarie, fisioterapia, ecc.). Tra le varie tipologie di Fondi integrativi esistenti, sono i Fondi aziendali, rispetto a quelli istituiti dalla contrattazione collettiva nazionale, a garantire in misura maggiore la copertura anche alle famiglie degli iscritti (inclusi i piu’ vulnerabili, minori e anziani).

Fonte: www.italpress.com

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