3 luglio 2012 redazione@sora24.it
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CGIA, A RISCHIO ESTINZIONE LAVORI MANUALI ARTIGIANALI

MESTRE (ITALPRESS) – Mentre continua ad aumentare la disoccupazione giovanile, non e’ da escludere che entro i prossimi 10 anni potremmo perdere 385.000 posti di lavoro ad alta intensita’ manuale presenti nell’artigianato e nell’agricoltura. Un paradosso, sottolinea la CGIA di Mestre, che sta colpendo il nostro mercato del lavoro. “Molte professioni storiche presenti nell’artigianato – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre – rischiano di scomparire. Non solo perche’ manca il ricambio generazionale, ma anche perche’ non sono piu’ redditizie o non hanno piu’ mercato. Oberati da tasse e da una burocrazia sempre piu’ asfissiante, molte imprese chiudono i battenti, lasciando dei vuoti culturali che rischiamo di non riuscire piu’ a colmare, nonostante la crisi abbia avvicinato molti giovani a queste attivita’”. Secondo l’elaborazione della CGIA, la lista dei lavori artigianali in via di estinzione include: pellettieri, valigiai, borsettieri, falegnami,
impagliatori, muratori, carpentieri, lattonieri, carrozzieri, meccanici auto, saldatori, armaioli, riparatori di orologi, odontotecnici, tipografi, stampatori offset, rilegatori,
riparatori radio e Tv, elettricisti, elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, sarti, materassai, tappezzieri, dipintori, stuccatori, ponteggiatori, parchettisti e posatori di pavimenti. Nel settore dell’agricoltura, invece, rischiamo di non trovare piu’ gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico e i braccianti agricoli. Infine, in questa mappa delle principali professioni a rischio estinzione troviamo anche delle figure professionali piu’ “generiche” come autisti, collaboratori domestici, addetti alle pulizie, venditori ambulanti, usceri e lettori di contatori. Come si e’ giunti alla mappatura di queste categorie? Innanzitutto la
CGIA ha calcolato il numero di occupati presenti oggi nelle principali professioni manuali compresi nella fascia di eta’ che va tra i 15 ed i 24 anni e in quella tra i 55 e i 64 anni. Dopodiche’ ha misurato il tasso di ricambio, riuscendo cosi’ a
stilare una prima graduatoria per mestieri. Infine, ha stimato il numero delle figure che presumibilmente verranno a mancare nei prossimi 10 anni per ciascuna attivita’ (risultato ottenuto dalla differenza tra il numero di occupati fra gli over 55 e quelli fra gli under 24). “Premesso che non siamo in grado di prevedere se
nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano – conclude Bortolussi – siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte degli over 55 censiti in questa mappa lascera’ il lavoro per raggiunti limiti di eta’. La seconda: vista la contrazione delle nascite avvenuta in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurra’ ancora di piu’ il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando cosi’ la mancanza di turn-over. La terza: visto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile”.

Fonte: www.italpress.com

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