14 marzo 2015 redazione@sora24.it
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«CHI LI CAPISCE…» Spigolature comico-satiriche di Rodolfo Damiani

Per umiliare l’orgoglio degli uomini che stavano costruendo la torre di Babele, Dio confuse le loro lingue. Credo che in Italia, oltre alle lingue, stia confondendo anche le menti.

Partiamo da Matteuccio: il Nostro predica democrazia e pratica autocrazia. Parla e sparla di occupazione, ma ha fatto la legge del precariato generale. Ha dichiarato la sua contrarietà alle tasse, ma ogni giorno i balzelli crescono a tutti i livelli.
Questo è quello che dice e poi non fa, ma c’è anche quello che dice e lo dimentica subito dopo averlo detto. Emblematica la riduzione delle prebende alla politica, un cavallo di battaglia troppo presto imbolsito, un campo questo in cui si capisce che ha ben utilizzato le lezioni dei buoni maestri che lo hanno preceduto. Gli sono buona compagnia alcune cariatidi del PD che, pur non condividendo contenuti e metodi delle norme proposte, a tutti i provvedimenti dichiarano “questo è l’ultimo provvedimento che votiamo pur non essendo d’accordo”. MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO!

I Grillini, pur riconoscendo a molti di loro coraggio e idee, alla fine sembrano quelli della commedia “Matrema nun vole”. Soffrono ancora di sindrome politica di gioventù.

Le destre stanno con difficoltà uscendo dal morbo di Berlusconi. Quando realizzeranno che gli interessi del Cavaliere, che non ha niente a che vedere con il Cavaliere vero, l’originale, possono in genere non coincidere con quelli della Nazione, allora potranno testimoniare le loro dottrine.

La Lega, un misto di provincialismo e di complesso di inferiorità, a cui ormai non si addice più lo slogan obsoleto
“Roma ecc. ecc.”, visto il loro contributo ad operazioni a bassa trasparenza.

Veniamo al Lazio: il nostro Autocrate Zingaretti ha fatto scoprire la sua politica, che oscilla tra l’Asino di Buridano e una sorta di Robin HOOD dei manager, ovviamente schierati e in cerca di dirigenze ben remunerate. Con i disoccupati che non fanno parte del suo programma, i fondi straordinari per le liste di attesa hanno benedetto la pratica dello straordinario e le convenzioni esterne. Le posizioni chiare della campagna elettorale sono scadute in un progetto fumoso, ampolloso, autoreferente, insomma, proprio renziano. Pensate con quello che sta succedendo con l’acqua e la sanità, gestita fra chiacchiere, illazioni, false promesse, carta vince e carte perde, smentite e precisazioni, malati che fuggono lontano dagli ospedali, modello Mastrobuono della ASL di Frosinone. Comunque io penso che una spiegazione ci può essere data a chiarimento sulla localizzazione, la dotazione di servizi, di apparecchiature e di personale delle fruturibili Case della Salute del Distretto “C”. Perché ultimamente si dicono cose che farebbero pensare a tre Case della Salute. MAGARI! O come al solito abbiamo capito male.

Da buoni Cristiani sappiamo che tutti abbiamo famiglia.
Da buoni epigoni della civiltà contadina sappiamo che vengono prima i tuoi, gli altri se puoi.
Da buoni meridionali affermiamo che i figli sono pezzi di cuore.
E, chiunque essa sia, mamma chiama e… risponde.
La situazione è tragica se non fosse comica.
Meno male “il riso fa il sangue buono”. Sarà vero o anche questo è taroccato?
Comunque state saldi: NO PASERAN NON PRAEVALEBUNT

Rodolfo Damiani

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