22 aprile 2014 redazione@sora24.it
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«Ciao Federico…»

La vita che “continua anche senza di noi” ieri sera ha dimostrato tutta la sua forza e la nostra impotenza.

«Sorrisi, selfie, spensieratezza: fino al tardo pomeriggio di ieri la Pasquetta ha monopolizzato le bacheca di ogni profilo. Poi, la comparsa di post con stati d’animo diametralmente opposti, il buio. Per tutta la serata aggiornamenti di stato e belle immagini di comitive e famiglie piene di allegria si sono alternate ai messaggi di cordoglio ed alle foto di Federico, 22enne isolano ritratto insieme ai suoi amici o da solo.

Serenità e dolore hanno continuato per tutto il tempo ad alternarsi sul social, scandendo minuto dopo minuto, forse mai come stavolta, il ritmo della vita: due colpi secchi in loop, uno per i sorrisi e l’altro per le lacrime, come il battito del cuore. “Oggi è Pasquetta, si fa festa”. Oppure: “Federico non ce l’ha fatta, che riposi in pace”.

Tutto è stato involontariamente agghiacciante. La vita che “continua anche senza di noi” ieri sera ha dimostrato tutta la sua forza e la nostra impotenza. E la morte, che cambia in un attimo la vita di quelli che rimangono, ha fatto il resto. Per chi oggi piange la perdita di un figlio, non c’è alcuna soluzione finale, ma solo tamponature delle ferite del cuore che sanguinerà da qui fino all’ultimo giorno. Per chi invece ha ancora la fortuna di ridere, c’è l’amara consapevolezza di destare l’interessare e la pietà di una minuscola parte del mondo nell’ora della propria dipartita.

Che fare dunque? Rispondendo di pancia, nulla. Ma in realtà non è così. Ci sarà un funerale, l’ennesimo, con tanta gente. Poi il cimitero, gli abbracci, i ricordi. Infine si dimenticherà ed il ricordo del viso di un ragazzo 22enne, con tutta una vita davanti, sarà perpetuato solo dalle silenziose lacrime dei suoi cari e di chi lo ha conosciuto, così come quello di tantissimi altri figli volati al cielo troppo presto. Ecco, l’unica cosa che si può fare è rammentare queste lacrime, raccoglierle e ritrasformarle in amore, il solo in grado di vincere la fine fisica. Ciao Federico…»

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