mercoledì 5 aprile 2017 redazione@sora24.it

Colucci & Giacchetti: una coppia 100% Sorana per la panchina di Serie A!

La Biosì Indexa Sora si toglie forse la soddisfazione più grande del primo campionato di Superlega della sua storia, collocando in panchina una coppia di tecnici come si suol dire a “km zero”: Maurizio Colucci e Vittorio Giacchetti, entrambi sorani doc.

Da domenica scorsa, giorno in cui si è disputata la gara 2 di play off Challenge contro la Calzedonia Verona, Colucci è coadiuvato in panca dallo stesso Giacchetti, coach del settore giovanile dell’Argos Volley, anche lui cresciuto professionalmente e umanamente sotto l’egida della società del presidente Vicini.

Queste le sue dichiarazioni dopo l’esordio, riportate nell’intervista rilasciata a Cristina Lucarelli:

La SuperLega è uno spettacolo talmente grosso che tutt’ora è difficile rendersi conto di quello che è e di quello che è accaduto. E’ stata davvero esaltante la mia prima volta in A1. Sono praticamente entrato in clima partita dopo che era bella che iniziata. Di solito quando scendo in campo sono già concentrato sul match, domenica invece è stato tutto un salutare, fare foto e complimenti vari, quindi la realizzazione di ciò che stava succedendo è arrivata in differita. Dal punto di vista del tecnico, dato che per ovvi motivi non sono tanto addentrato nei meccanismi della squadra e nei rapporti tra Maurizio ed i giocatori, mi sono soffermato tanto sull’andamento dei singoli atleti, emotivamente e tecnicamente, e per me è stato molto interessante.

Maurizio Colucci è sempre stato il mio mentore. E’ stato il mio primo coach e mi portò con sé ad allenare anche a Sant’Elia. Pallavolisticamente nutro un’ammirazione sconfinata per lui. Se c’è una cosa nella quale mi sto davvero impegnando in questa esperienza in SuperLega è nel cercare di apprendere il più possibile da Colucci: lavorando al suo fianco cercherò di riportare quanto imparato nel mio lavoro con i ragazzi. Ho intenzione quindi di trasferire loro la mia esperienza, e spero di farcela.

Ritengo di avere un gruppo molto affamato di pallavolo, quando parlo di loro con lo staff delle giovanili infatti, nella persona di Alessandro Tiberia e Chiara Ottaviani (che saluto come i mie fan numero uno!) in primis, dico sempre che sono dei piccoli atleti perché non vengono in palestra solo per fare uno sport, ma per fare pallavolo puntando a ripetere le gesta degli atleti della SuperLega che vedono in campo domenica dopo domenica. Per me questo è il miglior corso di aggiornamento che avessi mai potuto sperare, mi auguro di riuscire a sfruttarla imparando il più possibile.

In realtà io non posso dare molto a Colucci in palestra, se non a livello finisco nello svolgimento degli allenamenti. Per il resto tutto il lavoro è nelle sue mani, anche perché a me questo incarico viene a sommarsi a tutti i precedenti quanto al mio lavoro. Posso presenziare infatti solo ad uno dei due training quotidiani dei ragazzi, ma Maurizio, Stefano e gli altri hanno dei meccanismi talmente tanto rodati che si capiscono alla perfezione, e questo salta all’occhio ancora di più in quel determinato contesto. Non hanno quasi bisogno di parlarsi per comprendersi, soprattutto proprio Maurizio Colucci e Stefano Frasca”.

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