25 giugno 2011 redazione@sora24.it
LETTO 291 VOLTE

Comitato per l’Acqua Pubblica della Macroarea del Sorano

Il comitato per l’Acqua Pubblica della Macroarea del Sorano indice per lunedì 27 giugno, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Comunale di Sora, un incontro dibattito con la partecipazione di Severo Lutrario e Mario Antonellis, membri del Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica di Frosinone. L’incontro ha lo scopo di sensibilizzare anche il nostro territorio sulle ricadute referendarie e sugli interventi da programmare per riportare la gestione dell’acqua in mano pubblica.

Nell’auspicare una partecipazione numerosa, alleghiamo, di seguito, il comunicato del Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica:

COORDINAMENTO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA
Il 12 e 13 giugno i cittadini della Provincia di Frosinone, così come la maggioranza assoluta del popolo italiano, hanno esercitato il loro diritto costituzionale a decidere. Hanno deciso: l’Acqua è un bene comune che deve essere gestito pubblicamente. Qualunque tentativo di derubricare la volontà del popolo sovrano a “segnale” per il “palazzo” deve essere respinto e come Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica porremo tutto il nostro impegno in questo senso. Non è più tollerabile alcun rinvio: il contratto con ACEA ATO5 S.p.A. deve essere risolto per colpa ed il gestore deve essere chiamato in giudizio a rispondere del proprio operato. Nei prossimi giorni daremo voce al 58% (il 62% a Sora) dei cittadini della provincia di Frosinone incontrando il Presidente Iannarilli e chiedendogli conto dei passi necessari a dare soddisfazione alla volontà popolare. Il Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica accoglie con soddisfazione la recente sentenza del TAR, ricordando come già un anno fa richiedeva la definizione delle corrette tariffe per l’oggi e per il pregresso, rilevando che, a termini di legge e di contratto, le tariffe applicabili per gli anni dal 2006 al 2010 siano nettamente inferiori a quelle provvisorie del 2005, come dimostrato senza tema di smentita nel dossier che producemmo allora. Rilevato peraltro come le tariffe per il 2011 non potrebbero comunque essere definite retroattivamente (errare è umano, perseverare è diabolico), nessuno pensi che il nuovo Piano d’Ambito possa essere determinato nelle “sacrestie” di uffici squalificati, mercanteggiando accordi indecenti sulle spalle dei cittadini. Il Piano d’Ambito, prima e a monte delle determinazioni tecniche (e di competenze tecniche, il Coordinamento non difetta!) si fonda su scelte politiche ed amministrative che attengono al campo della democrazia. Se non i Sindaci, i cittadini hanno indicato la loro volontà di partecipare: questo è il primo passo verso la gestione pubblica di un bene comune indispensabile alla vita come è l’acqua.

Commenti

wpDiscuz
Menu