14 luglio 2012 redazione@sora24.it
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Dalla Natura un invito al cambiamento (di Maurizio D’Andria)

Il “trovamento” a Sora di un merlo albino con testa completamente bianca come quello fotografato da me qualche giorno fa, caso più unico che raro, mi permette di fare questo piccolo gioco di parole e di passare dal birdwatching alla politica locale. Non con l'intento di denigrarla, bensì di coglierne il messaggio “subliminale” che da questo esempio naturale si può trarre per le speranze di vita politica di Sora.

Charles Darwin ce lo ha insegnato, gli animali come gli uomini, per sopravvivere alle mutate condizioni ambientali (e politiche), devono cambiare anche loro, adottando nuove strategie e mutazioni genetiche che garantiscono la sopravvivenza della specie nei secoli seculorum. I pinguini hanno smesso di volare per imparare a nuotare, gli uomini hanno perso il pelo (ma non il vizio) e la coda per potersi presentare… alle elezioni.

Al momento, consultati alcuni testi sugli uccelli e sentite alcune persone appassionate di ornitologia (parte della zoologia che studia gli uccelli), non sono riuscito a stabilire che tipo di merlo è, se merlo alpino, albino o testa pazza. Se dovessi pensare a Darwin per il soggetto in questione, potrei anche credere che ci stiamo avvicinando ad una nuova era di cambiamento radicale nei costumi degli animali (e del merlo in particolare) che potrebbe combaciare con la nota tesi catastrofica (ma non necessariamente) del “grande stravolgimento di fine anno” imputata al calendario dei Maya, secondo cui l’attuale Età dell’Oro (la quinta) terminerà il 21 – 12 – 2012. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali. Dunque, gli animali e il mio merlo si stanno preparando al peggio (o al meglio).

Tuttavia, il Merlo di D’Andria (dal suo scopritore, detto pure… quel Merlo di D’Andria) a me sembra testimoniare diverse cose secondo il punto di vista d’osservazione (watching). La prima è che la natura è capace di fare cose straordinarie anche se queste, agli occhi dei viventi, sembrano essere piuttosto degli “errori” di genetica impazzita. Il mio merlo infatti (e non so se maschio o femmina) era molto osteggiato dagli altri merli, soprattutto maschi (neri) a causa di una possibile rivalità territoriale (il che mi fa pensare che si tratti di esemplare masculo) o di un “non riconoscimento” come simile o forse mal sopportato per le sue idee stravaganti e fuori dagli schemi di apparentamento politico (non ideale) che ben si prestano a domande del tipo “ma cosa ti sei messo in testa?”.

La seconda riflessione è che “mischiare” i geni e le razze da luogo a nuovi bellissimi soggetti, il che mi fa fortemente propendere non solo per l’integrazione razziale quanto per la sua fusione. Infatti, è da molto tempo che penso di farmi una bella cinese o una bella africana e con loro fare una bella tribù di nuova umanità più libera e felice ma quest’ultime, sempre per colpa di Darwin, non ci pensano proprio e come per il merlo dalla testa bianca, rischio l’estinzione genetica.

La terza, prettamente sociologica, è che è ancora molto difficile a Sora essere “diversi” nella testa. Il che non significa per nulla essere diversi fisicamente, ma solamente che vedere le cose sotto altri aspetti, magari morali, giuridici e politici e non solo di “opportunità/opportunismo”, non significa, come mi hanno insegnato all’Università, avere una forte propensione alla innovazione ed alla creatività (lato sinistro del cervello – pensiero laterale), bensì significa andare incontro ad un mare di guai, perché più facilmente inserito nel fascicolo dominante del “difficilmente omologabile”. Ai voglia a dire caro professore, “thing different”… sono cose che si possono permettere in pochi, giusto Steve Jobs e Albert Einstein, guarda caso non italiani e meno che mai sorani. A Sora se una volta dici B quando tutti dicono A, passi un guaio per il resto della tua vita. E questo vale anche tra i cari “amici e compagni” che proprio non tollerano il “libero pensiero” quando è diverso dal loro o peggio, quando non si mette “in fila”. Chi diceva “c’è sempre qualche più puro di te che ti epura”?

Ultima cosa, questa molto positiva e a cui credo di più, è che il merlo con la testa bianca non è solo. Molto probabilmente ha altri fratelli e sorelle di pari covata che sono volati in diverse direzioni o comunque, nella speranza di un suo accoppiamento, altri ce ne saranno in futuro. E in questo caso, mi viene da pensare ai tanti commentatori di Sora24.it, a tutti quei merli con la testa “diversa” che prendono la parola e si fanno vedere. Così mi piace pensare a Sora24.it come il nido di questa nuova generazione di merli che sebbene “non riconosciuti”, “non organici”, “non amici” degli altri merli, quelli neri e di maggioranza, continuano a mettere becco su tante questioni che si preferirebbero non far conoscere o non commentare, caso tipico di fattoria Orwelliana. Così mi auguro che tra quattro anni si possa presentare noi “merli” una lista civica dal simbolo del “merlo con la testa bianca” in cui far confluire i voti di tutti i merli sorani, ragazzi/e e non, purché scrupolosamente “diversi” e con tanta voglia di cambiare Sora. Spero solo che il nido di Sora24.it diventi il più grande possibile.

Maurizio D’Andria per Sora24

P.S. E’ vero, potevo dire “visto un merlo con la testa bianca” e finirla così. Però così è più bello.

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