24 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Daniela Lecce: Posta Fibreno-Amsterdam andata e ritorno… con premio!

È di Posta Fibreno la 29enne autrice dello studio scientifico classificatosi al quinto posto dello YIA (Young Investigators Award), concorso che premia i dieci migliori lavori ad opera di ricercatori e dottorandi “under 32”, indetto dall’ECCS (European College of Sport Science), considerato tra i più prestigiosi congressi in tema di medicina sportiva, tenutosi quest’anno ad Amsterdam dal 2 al 5 Luglio. Daniela Lecce è stata scelta da una commissione formata da ricercatori e docenti intervenuti dalle più importanti e rinomate Università del mondo (più di 3000 sono i congressuali che si danno appuntamento ogni anno in una diversa città europea) per un lavoro innovativo cui si dedica da tempo con tecniche e strumentazione da lei stessa ideate.

Daniela ha dimostrato che accompagnare l’allenamento con uno stimolo ritmico visivo conduce a una notevole diminuzione del dispendio energetico nonché all’abbassamento della frequenza cardiaca. Una scoperta che potrebbe condurre a nuove tecniche d’allenamento utilizzabili da tutti coloro che praticando sport a livello agonistico, necessitano di mantenere una velocità costante nel tempo (ciclisti, nuotatori, maratoneti etc.) Secondo anno del Dottorato di ricerca in “Sistemi, Tecnologie e Dispositivi per il movimento e la salute” presso L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Daniela ha saputo unire alle competenze acquisite con la Laurea magistrale in Scienze Motorie, quelle musicali; già diplomata in viola presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone (ha fatto parte dell’orchestra Nazionale dei conservatori suonando nella tournée di Riccardo Cocciante) ha cominciato qualche anno fa ad eseguire esperimenti comparativi tra gli effetti di un sincronizzatore acustico e uno visivo su un allenamento svolto sul cicloergometro.

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“Ho partecipato all’ECSS con altri colleghi del mio dipartimento – ha dichiarato la Lecce – perché è uno dei convegni più importanti in ambito medico/sportivo e anche un’occasione di confronto con ricercatori provenienti da altri Istituti di rilievo nazionale e internazionale. Seguendo il suggerimento dei miei professori e tutor universitari, mi sono iscritta allo YIA per fare un’esperienza ma non m’aspettavo proprio questo risultato. Ancora stento a crederci! Ora però, sono contenta d’aver rappresentato l’Università degli studi di Cassino in un contesto internazionale e che quest’avventura mi darà ulteriore slancio e la grinta necessaria per avanzare nella mia ricerca e migliorarla.”

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