13 novembre 2014 redazione@sora24.it
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Decadenza Iula, Lecce, Caschera e Mosticone: il punto di vista del consigliere Enzo Petricca

L'avvocato, scorrendo i nomi degli eventuali sostituti del quartetto azzurro, potrebbe perdere il suo ruolo "decisivo", ma non sembra interessato alla questione. Ecco le sue dichiarazioni

Sulla questione delle procedure di decadenza nei confronti dei consiglieri Caschera, Lecce, Mosticone e prima ancora nei confronti del presidente del consiglio comunale Giacomo Iula, abbiamo intervistato telefonicamente il consigliere comunale Enzo Petricca, da poco passato in maggioranza.

Scorrendo i nomi degli eventuali sostituti dei consiglieri FI che rischiano di decadere, viene da pensare che l’avvocato Petricca potrebbe perdere quel ruolo per così dire “decisivo” che lo aveva visto al centro di tante discussioni nei mesi passati. Il nuovo quartetto composto da Sandro Elini Di Pede, Roberto Baldassarra, Roberto Polsinelli e Gianluca Antonini, del resto, ad occhio e croce dovrebbe garantire a Tersigni una stabilità maggiore da qui alla scadenza del mandato. Quindi Petricca potrebbe fare la fine del “sedotto e abbandonato”.

«Non scherziamo – esordisce. Io ho fatto una scelta per motivi non personali e decisamente più alti di una misera poltrona o di un qualsiasi altro posto nel governo cittadino. Ho deciso di sostenere Tersigni e la sua amministrazione per evitare la caduta di Sora nel baratro. Grazie a Dio non ho bisogno di poltrone per vivere, quindi il problema del cosiddetto ruolo da ago della bilancia non mi tocca minimamente».

Quanto alle procedure di decadenza dell’intero gruppo FI, il pacato avv. Petricca getta acqua sul fuoco ricorrendo all’utilizzo del gergo che gli compete professionalmente: «Quando una persona è indagata non vuol dire che sia già colpevole. Ritengo quindi che sia prematuro emettere sentenze. C’è un’indagine, una difesa ed infine una sentenza. Ricordo, tra l’altro, che secondo lo Statuto ogni consigliere ha diritto di sollevare un dubbio come quello riguardante le assenze dal Consiglio Comunale dei consiglieri per i quali è stata avviata la procedura di decadenza. Non solo: il sindaco è obbligato a verificare se ci siano o meno gli estremi per la decadenza stessa. Siamo quindi in una situazione di assoluta normalità, non è stata violata la democrazia come invece ha fatto notare qualcuno. Starà alle persone per così dire accusate, poi, trasmettere un documento al primo cittadino con le motivazioni di tali assenze. Dopodiché, tutto si risolverà con una votazione in aula e se la “sentenza” sarà quella di decadenza i consiglieri coinvolti potranno impugnarla rivolgendosi alle sedi giudiziarie preposte per il trattamento di casi del genere (Tar ndr)».

Da questa spiegazione abbiamo dedotto, a titolo strettamente personale e con una certa malizia, che Lecce, Iula, Mosticone e Caschera sono praticamente spacciati, almeno per quel che riguarda la votazione sulla decadenza che si svolgerà in consiglio, poiché difficilmente la maggioranza si lascerà sfuggire un’occasione del genere. Anche in questo caso, però, Petricca ci ha smentito lasciando la porta aperta: «Non è assolutamente detto che i consiglieri voteranno in blocco per la decadenza dei colleghi (come dargli torto ripensando alle provinciali? ndr). Ognuno farà le sue valutazioni relativamente alle motivazioni che essi esterneranno e voterà secondo coscienza».

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