10 novembre 2015 redazione@sora24.it
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Diga sul Liri: indagato anche il Sindaco Ernesto Tersigni

Vi proponiamo l'articolo di Giulia Abbruzzese, pubblicato nell'edizione odierna del quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, che chiarisce i contenuti dell'incontro in Procura da parte del Sindaco di Sora.

“Il sindaco, l’ingegnere che ha diretto i lavori, il dirigente di settore e l’avvocato. Questa la delegazione del Comune di Sora che ieri mattina è partita alla volta degli uffici della Procura della Repubblica di Cassino, non solo per chiarire l’assoluta regolarità delle procedure adottate dal Comune nell’ambito del progetto“Liris”, ma anche per chiedere il dissequestro dello sbarramento mobile sul fiume Liri. Sull’opera, infatti, la sezione di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato sabato scorso, intorno alle 13, ha apposto i sigilli preventivi, proprio su disposizione della procura, che ha avviato le indagini.

Nel fascicolo dell’inchiesta, dunque, come atto dovuto, sarebbero finiti i nomi del primo cittadino di Sora, Ernesto Tersigni; il direttore dei lavori, l’ingegner Antonio Sperduti e il dirigente di settore, l’ingegnere Luigi Urbani. Il reato contestato sarebbe quello di occupazione abusiva dell’alveo del fiume. Secondo la tesi del Comune, invece, si tratta di un semplice disguido temporale, a causa del quale non sarebbero state inviate le autorizzazioni a riprendere i lavori, arrivate a inizio ottobre, quando ormai l’esposto alla Procura era stato già presentato.

Di «disfunzione delle comunicazioni» ha parlato anche ieri lo stesso primo cittadino, che si dice assolutamente tranquillo perché, appunto, in possesso sia del permesso dell’Ardis (Agenzia regionale difesa del suolo) che della concessione, da parte della Regione Lazio, a occupare l’alveo del fiume, firmata il 9 ottobre scorso e con una durata di 19 anni.

Quello di ieri mattina, quindi, sarebbe stato un colloquio chiarificatore su una questione che in città ha scatenato feroci polemiche tra maggioranza e opposizione e nelle quali sono intervenuti anche gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, arrivati persino a chiedere la demolizione dell’opera. Ieri, dunque, il primo cittadino, secondo quanto aveva già annunciato, avrebbe mostrato di possedere gli atti autorizzativi acquisiti, compreso il famoso nulla osta da parte dell’Ardis. L’obiettivo è, chiaramente, quello di ottenere un rapido dissequestro dell’opera, in modo tale da consentire la ripresa dei lavori”.

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