25 novembre 2015 redazione@sora24.it
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Diga sul Liri: un fiume di domande dall’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera indirizzata dai consiglieri comunali d’opposizione al Presidente della Regione Lazio, al Capo Dipartimento della Protezione Civile, all’Ardis, al Prefetto di Frosinone, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino ed al Sindaco del Comune di Sora.

Oggetto: “Progetto Liris – Problematiche relative alle opere idrauliche in corso di esecuzione sul fiume Liri, ad opera dell’Amministrazione comunale di Sora. Interrogazione seguente all’iter che ha portato al nulla osta dell’ARDIS trasmesso con prot. 458864/GR/16/13 dell’8/09/2015 alla Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative – Area Difesa del Suolo e Bonifiche della Regione Lazio -Interrogazione sulle cause che hanno portato al sequestro del cantiere ad opera della competente Procura di Cassino e sullo stato delle opere”

  • I sottoscritti Consiglieri Comunali

PREMESSO CHE:

  • la Regione Lazio con determinazione n. AO 2593 del 02.04.2012 del Dipartimento Istituzionale e Territorio, approvava ed ammetteva a finanziamento ii “Progetto Liris Marco Tullio Cicerone” del Comune di Sora, finalizzato all’espletamento di attività sportive acquatiche per canoe, a valere sul FESR – Fonda Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del POR – Piano Operative Regionale – Lazio 2007-2013 (approvato con D.G.R. n. 39 del 03/04/2007) per 1’80% dell’importo del progetto;
  • detto progetto limitato alle sole opere di realizzazione della traversa e quindi mancando di progetto generale con relativa previsione di spesa globale (ad oggi non è noto il costo delle necessarie opere di   manutenzione annue, di sistemazione ed eventuale dragaggio alveo, di accessi, di eventuali pontili, di rinnovo di elementi tecnologici);
  • quanto al punto precedente veniva appaltato in data 27/11/2013 giusta Determina del V settore n. 286, con il ribasso dello 1% nonostante lo stesso progetto risultasse carente di alcune autorizzazioni. Tra queste quella dell’ARDIS che esprimeva al riguardo in data 11/08/2014 con nota 447255 soltanto un parere tre l’altro evidenziando “.. sia resa formalmente nota dal Sindaco – ai fini di Protezione Civile come delle misure di emergenza e della partecipazione degli interessati – a tutti i proprietari delle aree limitrofe e/o utenti interessati, la particolare natura dell’area in questione, oggetto della realizzazione del progetto in argomento ed i pericoli di esondazione, o onde anomale di piena che possono determinarsi nell’alveo inciso. In considerazione del fatto che le aree circostanti la traversa in questione sono potenzialmente destinate ad essere sommerse dalle acque di piena, anche per il potenziale pericolo di blocco degli automatismi………”, ecc… Prescrive inoltre in modo vincolante l’adozione di valvole di ritegno per gli scarichi fognari e rileva a seguire ed in sintesi che restano possibili anche pericolose esondazioni con trasporto a valle degli autoveicoli sicché si richiede di vietare il parcheggio nel tratto a monte della costruenda traversa al fine di evitare il galleggiamento degli autoveicoli ed il trascinamento degli stessi a valle;
  • il progetto esecutivo veniva autorizzato ed appaltato ed i lavori iniziati in data 17/09/2014 senza indizione della prescritta Conferenza dei Servizi e senza concessione all’uso di beni del Demanio idrico ottenuta solamente in data 22/09/2015 dalla competente Direzione Regionale;
  • l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS), con nota prot. n. 246414/GR/16/13 del 25/05/2015, a seguito di sopralluogo in data 25/11/2014, esprimeva parere negativo al rilascio in concessione temporanea in favore del Comune di Sora della superficie di specchio acqueo interessata dall’opera;
  • in tale ambito, il personale della polizia idraulica intervenuto, risultando già all’epoca le opere in fase di completamento, aveva proceduto alla redazione di apposita informativa di reato, ai sensi dell’art. 347 c.p.p., successivamente trasmessa dall’ARDIS, con nota prot. n. 668289/GR/16/13 dell’01/12/2014, alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e iscritta al R.G. notizie di reato con il procedimento penale n. 741/2015;
  • con nulla osta dell’ARDIS trasmesso con prot. 458864/GR/16/13 dell’8/09/2015 alla Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative – Area Difesa del Suolo e Bonifiche della Regione Lazio, la stessa l’ARDIS si esprime sulla richiesta di nuovo pronunciamento e riesame del provvedimento di parere negativo prot. n. 246414/GR/16/13 alla luce delle controdeduzioni del Comune di Sora inviate all’ARDIS con nota Prot. n.28588 del 24/08/2015;
  • indipendentemente dagli esiti delle valutazioni della Magistratura, relative ad un primo atto di sequestro del cantiere effettuato in data 7/11/2015, ad opere sostanzialmente concluse, ed al successivo atto di dissequestro avvenuto in data 20/11/2015, le opere così come realizzate sul fiume Liri hanno determinato un restringimento ed una modifica sostanziale della relativa sezione idraulica con inevitabili rischi per l’incolumità delle persone soprattutto in caso di innalzamento del livello dell’acqua del fiume (cosa paventata nella nota ARDIS dello 11/08/2014 ed evento possibile sopratutto in questo periodo dell’anno);
  • tenuto conto che in modo alquanto singolare le opere sono riprese e praticamente quasi ultimate proprio a ridosso del sequestro delle stesse ordinato dalla Procura;
  • tenuto conto che l’interramento a monte del manufatto in cemento armato, ormai evidente a seguito della sedimentazione dei detriti, e la mancanza delle manutenzioni stanno determinando una ulteriore riduzione della sezione idraulica longitudinale e trasversale definendo uno stato di fatto dell’alveo assolutamente diverso da quello idraulico ante operam e ciò indipendentemente dall’innalzamento o meno della paratia mobile in quanto ciò è determinato dalla costruzione della barriera fissa in c.a. posta in elevazione rispetto al letto del fiume;
  • fatto presente che non ci risulta siano state messe in opera le necessarie valvole di ritegno nelle tubazioni urbane di scarico nel Liri, operazione questa che andava predisposta prima dell’inizio dei lavori per evidenti ragioni di sicurezza né che sia stato predisposto il piano di gestione delle emergenze (comunque necessario non essendo la traversa “trasparente” sicché l’incedere della stagione invernale sta determinando preoccupazione sensibilmente avvertita dalla cittadinanza);

CHIEDONO

alle Autorità in indirizzo, per quanto di relativa competenza, di conoscere, accertare e dare risposta alle seguenti domande:

  1. Sono state trasmesse dal Comune di Sora prima dell’inizio dei lavori le monografie inerenti i capisaldi a cui si riferisce il rilievo piano-altimetrico eseguito a corredo del progetto in esame e questi sono stati verificati? Le quote citate nella relazione dello 08/09/2015 sono quelle originarie o quelle attuali ottenute dopo le modificazioni dell’alveo?;
  2. Perché l’estradosso della traversa è stato realizzato a quota ben superiore ai 70 cm dal letto del fiume di cui si dice nella relazione del progetto esecutivo quando nei grafici dello stesso progetto e nella effettiva realizzazione si evincono quote ben superiori e diverse tra loro e come tale differenza può incidere nelle valutazioni di verifica idraulica riducendo la sezione ed incrementando il pericolo idraulico?
  3. Le opere eseguite sono comunque passibili di reato ai sensi dell’art.633 del RD 523/1904, in quanto realizzate in precedenza di autorizzazioni espresse solo ad opera quasi ultimata?
  4. Quanto ora imposto con questo ulteriore Nulla Osta dell’ARDIS, non implica l’esistenza di chiari errori progettuali, di esecuzione di opere non autorizzate e di mancata sorveglianza dei vari Enti deputati al controllo essendo nel frattempo l’opera quasi ultimata?
  5. E’ vero o non è vero che questa modifica sostanziale dell’alveo ne altera il regime naturale di deflusso delle acque e che, pertanto, tale sbarramento non è affatto “trasparente”, come più volte riportato nella nota di nulla osta?
  6. Non esiste più il rischio delle   pericolose esondazioni con trasporto a valle degli autoveicoli paventato nel parere ARDIS dello 11/08/2014?
  7. E’ vero o non è vero che la presenza di questo sbarramento in cemento armato nel letto del fiume sia determinando un progressivo interramento dell’alveo a monte dello stesso, così come un analogo interramento a valle viene causato dai massi messi in opera ma non previsti nel progetto esecutivo?
  8. E’ vero o non è vero che sempre tale interramento (circa cm 80-100 nella sezione dell’attuale ponte “Cavalieri di Vittorio Veneto” come evidente anche nella documentazione di progetto e ritenuto in questa ed in dichiarazioni ufficiali di alcuni responsabili positivo) possa invece essere causa di analogo innalzamento del livello del fiume nella stessa sezione determinando esondazione qualora si verifichino piene simili a quella del dicembre 2010 (vedasi foto esplicativa allegata – si osserva inoltre che detta sezione viene già definita dalla AdB Liri-Garigliano (relazione tecnica 04_RE,1) come avente un franco di sicurezza negativo insufficiente (- 0,21) tra la quota della piena di riferimento (T100 m. 281,01) e la minima quota di intradosso del ponte (m. 280,80))..
  9. E’ vero o non è vero che il già il limitato franco esistente in fase di piena tra pelo libero ed intradosso esistente alla sezione del ponte “Cavalieri di Vittorio Veneto” abbia determinato ostacoli al deflusso di alberi, rami e materiale in galleggiamento sì da far sospendere, in alcuni casi, il transito sul ponte stesso per il timore di esondazione?
  10. E’ vero o non è vero che la riduzione di detto franco, per altro già notevolmente inferiore a quanto dettato dalle norme di buona costruzione dei ponti, possa innescare fenomeni ancora più gravosi e pericolosi?
  11. E’ stato mai verificato se il taglione di fondazione a valle in cemento armato, pur previsto in progetto (Elaborato Q di progetto esecutivo di altezza pari a 2,30 m e dichiarato realizzato dal Sindaco di Sora per m. 1,80, sia stato effettivamente realizzato secondo gli esecutivi approvati)??
  12. Quanto incideranno le nuove opere che, non previste in progetto, sono ora imposte con il postumo nulla osta succitato aggravando di fatto le già critiche situazioni di bilancio comunale e cioè: quanto costeranno le lavorazioni annuali di posa in opera e rimozione dei panconi in legno previsti e quale la loro durata prevista? Quanto costerà la demolizione dei 50 cm del franco esistente del tratto di traversa in c.a. e quanto la realizzazione del cosiddetto “convogliatore di detriti”? Quanto costerà il sistema di abbattimento automatico dei panconi in sinistra idraulica?
  13. Non comportano tali sostanziali modifiche alle opere già realizzate, la necessità di una variante e di una nuova acquisizione di tutti i pareri necessari, prima della eventuale non auspicabile ripresa dei lavori?
  14. Se sì, non è, in particolare, necessario un nuovo nulla osta sismico da parte del Genio Civile determinando la riduzione dei 50 cm (con conseguente taglio di nervature in acciaio e riduzione di sezione resistente in c.a.) una possibile instabilità statica da ritenere critica qualora non sia stato anche realizzato il taglione subfondale?
  15. La scogliera di massi incatenati prescritta, ma non precedentemente prevista nel progetto esecutivo, è quella che è già stata messa in opera seppure detti massi non incatenati??
  16. Se così tale variante dovuta a massi in alveo è stata comunicata, al Ministero Beni Culturali e Turismo e ad altri eventuali Enti interessati ?

I sottoscritti restano fiduciosi nell’avere documentazione e risposte esaustive a domande relative ad una opera che non ha mai riscontrato l’approvazione di larga parte delle popolazioni interessate e che tante preoccupazioni sta sollevando nella nostra comunità”.

I Consiglieri Comunali
ROBERTO DE DONATIS
ANTONIO FARINA
ALESSANDRO MOSTICONE
LINO CASCHERA
ANTONIO LECCE
MASSIMO ASCIONE
FAUSTO BARATTA
GIACOMO IULA

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