15 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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Drammatica storia di usura a Sora: moglie coraggiosa denuncia gli aguzzini del marito

A portare alla luce una delle tante storie di usura, in cui è rimasto coinvolto un onesto padre di famiglia, una donna e moglie coraggiosa. Dopo aver vissuto due anni di inferno, in preda alla disperazione, depressione e sotto l’incubo delle continue minacce da parte dei loro “aguzzini-strozzini”, una donna del sorano ha trovato la forza di ribellarsi e di denunciare l’intera vicenda presso gli uffici di Polizia del Commissariato di P.S. di Sora. Ha racconta della sua vita in un contesto familiare ed economico sereno, fino a due anni prima quando improvvisamente tutto è cambiato.

Suo marito le ha confessato di aver avuto problemi economici a fronte dei quali si è rivolto a delle “persone sbagliate” che ora pretendono interessi del 30% sul debito. Ogni volta in cui non ha rispettato le scadenze ha dovuto elargire anche una somma di denaro che oscillava dai 2.500 ai 5.000 euro, quale servizio di rinnovo del prestito. La coppia per fronteggiare la grave situazione, ha dato fondo ai propri risparmi, venduto tutto ciò che di prezioso era in casa, chiesto prestiti a parenti ed amici; l’uomo è arrivato a vendere la propria auto ed a falsificare la firma della suocera per prelevare denaro dal suo conto corrente.

La quotidianità è diventata impossibile da gestire; entrambi i coniugi sono entrati in depressione, il marito dopo le continue minacce ricevute da malviventi legati ai suoi usurai non ha più avuto neppure il coraggio di uscire di casa. E’ stata la moglie che, per tutelare la sua famiglia e salvare il salvabile ha trova, lo scorso dicembre, la forza di rivolgersi agli investigatori della Polizia di Stato per mettere la parola fine all’insostenibile e triste vicenda. Nell’impossibilità di far fronte ad un esborso di circa 20.000 euro al mese, sotto pressione per le ripetute minacce ricevute, anche il marito ha trovato il coraggio di denunciare i suoi aguzzini, dando piena collaborazione agli operatori di polizia.

Due degli strozzini che tenevano in pugno l’uomo sono stati infatti fermati dai poliziotti del Commissariato di Sora nel luogo di incontro da loro stabilito per costringerlo ad onorare i propri debiti. Sono scattate le perquisizioni personali, veicolari e presso le abitazioni dei due fermati che hanno consentito ai poliziotti il rinvenimento di alcuni assegni della vittima tenuti a garanzia dei prestiti, mentre nella casa di uno dei due è stata anche ritrovata una sorta di contabilità della illecita attività messa in atto.

A seguito dell’attività di polizia condotta dagli uomini del Commissariato di Sora, l’Autorità Giudiziaria ha adottato il provvedimento del fermo di indiziato delitto. Il cerchio si è allargato intorno alla vicenda con il coinvolgimento di altre sette persone le cui posizioni e responsabilità saranno definite con l’attività investigativa della Polizia di Stato.

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