giovedì 4 giugno 2015 redazione@sora24.it

Ecco chi saranno le 59 vecchie glorie del Sora Calcio oggi al Tomei per Don Mario

Un’opera pregiata arricchirà il patrimonio artistico della Città di Sora. Venerdì 5 giugno 2015, saranno rispettate le ultime volontà di Don Mario De Ciantis ed il bassorilievo dell’artista iraniano Sciddel Mohamed sarà inaugurato presso il Cimitero Comunale. L’opera fu donata alla città dal sacerdote sorano, scomparso il 17 luglio 2012. La cerimonia si aprirà, alle ore 16.30, presso la Cappella del Cimitero, con la celebrazione della Santa Messa in memoria di tutti gli sportivi deceduti. Ad officiare la liturgia sarà Don Bruno Antonellis. A seguire gli interventi delle autorità e lo scoprimento del bassorilievo.

Dopo l’inaugurazione dell’opera dell’artista iraniano, alle 18.30, è in programma un grande evento calcistico presso lo Stadio “C. Tomei”. Sul manto erboso scenderanno le vecchie glorie dell’A.S. Sora. Arriveranno calciatori da tutta Italia per disputare un incontro in memoria di Don Mario De Ciantis, grande sostenitore e tifoso della compagine calcistica sorana.

Ecco la straordinaria formazione in campo: Smimmo, Costantini, Zambardi, Roca, Di Girolamo, Spinetta, Lunghi, Milano, Pierobon, Pecoraro, Dei, Di Fiordo, Moro, Rotondi, Giubilato, Tomei, Iannicola, Giannichedda, D’Angelo, Terra, Promutico, Guidi, Marcucci, Cavola, Coraggio E., Palone, Casale, Cianfarani, Pocheschi, D’Antimi, Capparella, Quadrini, Vano, Inches, Ronchetti, Ripa M., Battisti, De Carolis, D’Ambra, Barbera, Erbini, Di Stefano P., Bencivenga, Marcolini, Di Pietro, Zappacosta R., Luiso, Campanile, Tanzilli, Nardone, De Ciantis, Coraggio D., Capozzi, Castellone, Tersigni A., Bordin, Benedetti, Catenacci, Federici.

SCIDDEL MOHAMED – Nato in Iran nel 1930, l’artista studia a Teheran presso la scuola di Belle Arti e, poi, presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma dove si laurea con il massimo dei voti. Nel 1968 riceve l’invito in Messico per dipingere parte del Tempio di San Francisco, a Uruapan. Agli inizi degli anni ’70, raggiunge a Roma dove si iscrive ad una scuola di ceramisti. Alcuni anni più tardi torna in Iran per dipingere una serie di murale a Teheran. Qui inizia ad insegnare in una scuola ma si dimette presto e si rifugia in una solitudine volontaria. Forse è proprio in questa solitudine che nasce la sua associazione con il Cristianesimo dalla quale scaturisce una delle sue uniche opere in ceramica: “Il Cristo sofferente”, metafora delle sofferenze dei popoli e dell’intera umanità. Negli anni seguenti viene di nuovo invitato in Messico per realizzare ancora delle opere in diverse cattedrali ed è proprio in Messico che Sciddel trascorre il resto della sua vita e muore nel gennaio 2013.

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