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EMERGENZA SANITA’ – Augusto Vinciguerra: «La ASL di Frosinone rischia di essere accorpata con quella di Latina»

Pubblicato ilmercoledì 9 novembre 2016   
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Queste le parole del Dott. Augusto Vinciguerra, presidente dell’Associazione Dipendenti Ospedalieri di Sora e Consigliere Comunale.

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«In questi giorni le direttive regionali hanno promosso l’Ospedale di Latina DEA di II livello e viene addirittura messa in dubbio l’autonomia della ASL di Frosinone, che si paventa accorpata all’ASL di Latina.

C’è nelle nostre azioni politiche di rappresentanti del territorio la determinazione di iniziare da subito una stabilizzazione della Sanità, iniziando da una legittimazione dei numeri reali. Numeri che vedono la provincia di Frosinone, le cui professionalità e competenze sono pari a quelle di Latina, in grado di dare risposte puntuali ed esaustive alle richiesta di sanità ospedaliera e territoriale. Ma ciò deve spronarci a chiedere mezzi umani, a chiedere mezzi strutturali, a chiedere mezzi economici per essere alla pari del Polo pontino e non essere a loro subordinati.

Una nuova proposta sanitaria operativa deve partire da noi responsabili della sanità del territorio, che conosciamo i bisogni, le richieste, le emergenze dei cittadini ciociari. Non deve neanche essere considerata l’idea di rinunciare ad un DEA di II livello per la provincia di Frosinone, caratterizzata da un territorio orograficamente variegato, percorsa da strade di grande comunicazione, importanti centri industriali (anche con produzioni a rischio), riconosciuta zona di alto tasso rischio sismico e di patologia neoplastica. Tutte queste realtà ci rendono forti nella pretesa di attenzione da parte della Regione. Una Regione che non può più deludere oltre mezzo milione di persone che devono già subire la disoccupazione e l’emigrazione per lavoro dei propri giovani, in particolare modo dei giovani laureati nelle professioni sanitarie.

Ecco le proposte a cui necessariamente devono seguire delle azioni concrete a breve ed a medio termine.

A brevissimo termine devono essere necessariamente messi in atto provvedimenti che incrementino in modo sostanziale tutto il personale sanitario: dai direttori di Struttura (i vecchi Primari) a tutti gli operatori sanitari. Ciò porterebbe ad un immediato rilancio ed aumento delle prestazioni sanitarie e ad un tanto atteso abbattimento delle liste di attesa. Risulta inoltre urgente l’apertura della Unità Operativa di Neurologia dotata di  Stroke Unit (presso l’Ospedale di Frosinone) per la terapia dell’ICTUS, patologia purtroppo molto frequente sul nostro territorio, con gravi invalidità residue. Essa, nonostante sia prevista nell’Atto Aziendale, non è ancora stata aperta e solo pochi fortunati pazienti vengono trasferiti in strutture romane!

Le azioni a medio termine devono invece prefigurare la ricerca e successiva apertura di linee di attività (Unità Operative) strategiche nel campo dell’emergenza, che possano supportare l’ottima sanità del nostro territorio. Bisogna iniziare a potenziare la struttura del nostro Capoluogo con reparti cruciali quali la Neurochirurgia, la Chirurgia Vascolare e la Radiologia Interventistica. Investire in una Chirurgia Oncologica Ricostruttiva. Ancora possibilità di crescita è l’istituendo Registro delle patologie tumorali, che farebbe fare un vero salto di qualità all’Oncologia della ASL, perché creerebbe il presupposto agli ambulatori territoriali per attuare una vera prevenzione e un vero, nonché mirato, screening per le neoplasie maggiormente presenti.

Chiaramente, le azioni a medio termine sono sicuramente le più corpose, importanti e complesse da realizzare, e devono avere, non solo un consenso provinciale, ma necessariamente essere condivise e sostenute a livello regionale, dove il nostro appoggio non deve mancare e soprattutto deve essere vigile, costante e magari anche un po’ duro e fermo nel controllare e ridurre i tempi di realizzazione.

Dalla messa in atto di tutto ciò ne deriverebbe una Provincia intera vera Casa della Salute per i propri cittadini, piena di alta professionalità, una struttura sanitaria pronta a dare risposte rapide ed esaurienti, ma sopratutto una rete sanitaria completa, dall’emergenza al trattamento ospedaliero e territoriale. Solo così si potrà  fra 3-4 anni ottenere una legittimazione del DEA di II livello costruito su basi solide, su specialità sanitarie complete, dalla presa in gestione della malattia fino al ritorno a casa del nostro concittadino.

Abbiamo una sfida davanti a noi, abbiamo tutto il territorio che ci chiede di spenderci per questa battaglia legittima, che può diventare la frontiera di una rinascita economica, culturale, ma soprattutto sociale. Non possiamo deludere ancora una volta i cittadini/pazienti della nostra Provincia».

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