12 marzo 2014 redazione@sora24.it
LETTO 326 VOLTE

ENZO DI STEFANO: “L’Ospedale non si tocca”

«Quando, circa un anno fa, lo spettro della chiusura del reparto di pediatria di Sora era incombente, qualcuno si lanciò in entusiastiche ed imprudenti dichiarazioni in merito alla sua salvezza. In quell’occasione, mi sentii in dovere di avvisare che i rischi non erano per nulla superati e che, al contrario, molto presto ci sarebbero stati altri poderosi attacchi. Ebbene, questo giorno sembra arrivato. Il SS. Trinità, dopo il trasferimento di un pediatra, è ormai sul punto di perdere uno dei reparti che da sempre lo caratterizzano. Non è più possibile sottostare a queste incredibili e miopi decisioni.

A questo punto, considerato il perdurante ed incomprensibile accanimento contro una struttura di professionisti esemplari, di ottimi medici, di riferimento per un bacino di utenza che supera abbondantemente il numero di 120mila cittadini, è necessaria una grande opera di mobilitazione e sensibilizzazione. Una mobilitazione che, evidentemente, nasce anche dalla constatazione che le varie istituzioni territoriali, a tutti i livelli, faticano non poco a prendere le difese di questo patrimonio inestimabile. Ogni giorno, nell’ospedale di Sora, i medici e il personale tutto fanno i salti mortali per garantire un’offerta sanitaria di livello: mortificare ancora una volta questi sforzi sarebbe imperdonabile.

Il caso di pediatria, va sottolineato, è solo uno dei tanti: anche in altri reparti, oggi come nel futuro, si dovranno fronteggiare rischi di questa natura, e quindi la guardia dovrà essere sempre tenuta alta. E’ necessario capire, allora, se la mancata sostituzione dei medici che vanno via nasconda, alla base, il dissennato progetto di tagliare servizi e qualità. I nuovi organismi dirigenziali dell’Asl di Frosinone devono sapere che Sora è una risorsa e non un problema, devono capire che questo territorio può essere la chiave per il rilancio dell’offerta sanitaria e non un semplice ostacolo da rimuovere. Il mio appello, dunque, si rivolge a tutti: istituzioni, medici, personale sanitario, comitati di cittadini. Lavoriamo nella stessa direzione per difendere un baluardo irrinunciabile del nostro territorio. Il ‘SS. Trinità’ non si tocca».

Enzo Di Stefano

Commenti

wpDiscuz
Menu