29 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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Enzo Di Stefano: “Riattivare quanto prima il servizio di fisioterapia e riabilitazione nel reparto”

Il tema della sanità, della buona sanità, non deve mai passare in secondo piano nella nostra scala di priorità. E’ dal livello qualitativo delle prestazioni offerte in questo campo, infatti, che si misura la reale civiltà di una società nella quale sembra che i tagli indiscriminati rappresentino l’unica soluzione possibile alla crisi di risorse. Non possiamo permettere che, ancora una volta, questa tesi così incredibile possa abbattersi sui nostri presidi sanitari.

E allora, il grido e l’appello che, tutti insieme, dovremmo lanciare, riguarda il nostro diritto di poter utilizzare a pieno le strutture di cui disponiamo, che, tra l’altro, sono di grande levatura. In questo senso, è giusto chiedere alle autorità sanitarie locali di permettere il ricorso alla palestra e alle attrezzature del nostro reparto di fisioterapia e riabilitazione, pressato da numerose richieste e necessità. Sono moltissimi i cittadini, non soltanto di Sora ma di tutto il distretto, che avrebbero bisogno di utilizzare queste strutture, per poter riacquisire nel più breve tempo possibile tutte quelle capacità motorie andate perdute per i più svariati motivi o, comunque, per migliorare la qualità della vita: a loro, che giustamente chiedono che venga tutelato il sacrosanto diritto alla salute, è necessario dare risposte concrete e tempestive, anche perché non possono passare per il distretto, dove non hanno le attrezzature che invece sono presenti in Ospedale.

Queste attrezzature, come è facile immaginare, potrebbero essere di grandissimo aiuto a tutto il distretto ed al territorio, andando a colmare un vuoto importante che, spesso, costringe i cittadini a recarsi fuori dal comprensorio o a rivolgersi a strutture di natura privata, con tutte i disagi economici che ne conseguono. Inoltre, non va sottovalutato un altro aspetto: attraverso degli appositi programmi e progetti, potrebbe essere possibile consentire ai tanti soggetti di che operano nel sociale, come i centri diurni o i punti di assistenza per disabili di utilizzare le attrezzature, andando così ad allargare il raggio d’azione e a migliorare quel servizio per il quale, oggi, pagano rette mensili ai comuni.

Il mio auspicio è che chi di dovere possa prendere nella giusta considerazione questo appello, e impegnarsi per garantire un servizio a cui tutti abbiamo pieno diritto: non possiamo permettere che le conseguenze più gravi di una crisi apparentemente senza uscita vadano sempre a ricadere su chi soffre.

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