13 novembre 2013 redazione@sora24.it
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Enzo Di Stefano: “Ristabilire la verità dei fatti su Piazza Ortara”

“Ho letto con interesse le dichiarazioni di Gianluca Paesano, esponente del Partito Socialista, in merito alla menzione ricevuta dal lavoro di rifacimento di Piazza Ortara. All’interno della sua opera di elogio a Roberto De Donatis e agli esponenti dell’amministrazione Casinelli (a proposito, scherzosamente si potrebbe dire che, dalle ultime elezioni regionali in poi, Paesano si sta dimostrando un ottimo segretario…di De Donatis!) credo sia opportuno fare qualche precisazione in merito al ruolo che ebbe la mia amministrazione in questa vicenda.

Anzitutto, bisogna ricordare che, a quel tempo, ogni mia mossa fu concordata con l’Arch. Morganti, e che il bando di idee che decidemmo di promuovere doveva essere visto come un bacino di indicazioni da ricevere, in attesa di un finanziamento regionale che ancora non c’era: in quel caso, a nessuno fu assegnato il primo premio perché nessuno aveva rispettato correttamente le linee guida del bando. Precisato questo aspetto, vorrei informare Paesano, qualora non ne fosse a conoscenza, che fu grazie ad un mio specifico emendamento presentato in qualità di consigliere regionale (fortemente avversato dall’opposizione di centrosinistra alla Pisana) che si rese possibile lo sblocco dei fondi che consentirono al Comune di acquisire la struttura del Capitol a costo zero.

Anche durante l’amministrazione targata Ganino, pertanto, mi impegnai con successo riuscendo ad accedere ad un altro finanziamento: questi fondi, sommati, raggiunsero la ragguardevole cifra di circa 2,5 milioni di euro. Limitarsi, perciò, ad affermare che ‘L’amministrazione Di Stefano non fu in grado di risolvere il problema’, è un vero e proprio falso storico, che non rende giustizia agli impegni del passato.

Che poi io, con tutta probabilità, avrei attivato un percorso realizzativo differente, è verissimo: la mia idea, infatti, non era quella di demolire completamente il Capitol, ma di ridurne semplicemente la cubatura mantenendo la sala del piano terra. In questo modo, avremmo dato a Sora un teatro e una sala conferenze e realizzato altre strutture di supporto, un’agenzia turistica e spazi per i comitati cittadini. Volevamo, insomma creare un nuovo modo di fare politica insieme alla gente. In quegli anni, tuttavia, non ero sindaco ma consigliere regionale, e non rientrava nelle mie prerogative scegliere: il mio compito era garantire i finanziamenti, cosa che ho puntualmente fatto. Dopo aver ristabilito la verità dei fatti, vorrei concludere con una domanda a Paesano: ma ha capito bene, lui, qual è l’organo che ha espresso l’apprezzamento per l’opera realizzata?”

Enzo Di Stefano

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