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“Ernesto, hai un’occasione più unica che rara!” Parola di Giacomo Boncompagni Duca di Sora…

Articolo letto 1.019 volte dal 25 dicembre 2011
       
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    Ernesto, hai unoccasione più unica che rara! Parola di Giacomo Boncompagni Duca di Sora...

    Ernesto, hai unoccasione più unica che rara! Parola di Giacomo Boncompagni Duca di Sora...

    Se Giacomo Boncompagni fosse stato presente Venerdì 23 Dicembre nella Chiesa di S.Restituta, avrebbe pensato, ascoltando il gradevole concerto di Natale offerto dalla Banda Sinfonica Città di Sora e dalla Corale Polifonica San Silvestro di Sora, di non aver speso inutilmente un bel po’ di denaro qualche secolo fa per diffondere la nobile arte della Musica in un contesto culturale assai poco sviluppato com’era quello del suo ducato.

    Parliamo ovviamente del Ducato di Sora, stato sovrano dell’Italia preunitaria, situato all’interno del Regno di Napoli e più precisamente nella storica regione chiamata Terra di Lavoro, acquistato dalla famiglia Boncompagni nel 1579.

    Orbene, il primo duca di Sora della famiglia appena citata fu tale Giacomo Boncompagni (figlio di Papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni), uomo talmente appassionato di musica da far costruire un teatro all’interno del suo castello adiacente le Cascate sul Liri, in quel di Isola di Sora, nel quale si esibirono i migliori artisti dell’epoca provenienti prevalentemente da Roma. Non solo: lo stesso duca fu amico intimo di Giovanni Pierluigi da Palestrina, grandissimo compositore del cinquecento che proprio al nobile volsco dedicò alcune sue opere.

    Oggi, a mezzo millennio di distanza da quel periodo d’oro, Sora ha la possibilità di ripetersi e soprattutto misurarsi in un contesto culturale internazionale, in quanto vanta una serie di talenti e realtà musicali di assoluta qualità che dopo anni di successi raccolti fuori città incominciano finalmente a smentire l’odioso detto “Nemo propheta in patria”. Negli ultimi mesi, infatti, la cittadinanza volsca ha avuto modo di deliziare il proprio udito ascoltando l’orchestra “Musici Lirienses”, composta da artisti dell’Alta Terra di Lavoro, del vicino Frusinate e diretta dal M° Alessandro Cedrone attuale conductor del Teatro Stabile di Ankara; la prestigiosa corale polifonica “San Silvestro Papa”, i cui cantori sono tutti Sorani; solisti importanti come il mezzo soprano Angela Nicoli, artista di Castelliri affermatasi nel Teatro dell’Opera di Roma; la Banda Sinfonica “Città di Sora” diretta dal napoletano M° Francesco Trio, istituzione che vanta oltre un secolo di storia; la “Giovane Orchestra” ed il coro di voci bianche “Insiemecantando” della Scuola Media Facchini, due idee pensate della splendida preside Prof.sa Marcella Petricca e tradotte in pratica dal M° Antonio Cedrone e dai docenti della stessa scuola volsca. Insomma, scorrendo l’elenco di cui sopra si capisce facilmente che Sora, volendo utilizzare un gergo sportivo, ha attualmente la possibilità di allestire una grandissima squadra completa di vivaio. Difatti, l’orchestra e la banda della città volsca potrebbero attingere nuovi talenti dalla “Giovane Orchestra” della scuola media, un tipo di collaborazione già esistente e consolidata trala Polifonica S. SilvestroPapa ed il coro Insiemecantando.

    La condicio sine qua non affinché il teorema di cui sopra conduca ai risultati sperati è che tutto il “pacchetto” sia amministrato secondo la logica del prestigio culturale cittadino e non del tornaconto politico, perché tutti sono capaci di bruciare soldi pubblici per portare a Sora presunti artisti forestieri ma non tutti sanno creare un ottimo prodotto in casa propria, qualità fondamentale per distinguere l’artista dall’impresario. Dunque, se il Duca di Sora Giacomo Boncompagni fosse ancora vivo esorterebbe vivamente il sindaco Ernesto Tersigni e l’assessore al ramo Andrea Petricca a non perdere l’occasione d’oro che si presenta al loro cospetto: costruire a Sora un polo musicale di spessore internazionale con possibilità di esportazione dei “prodotti” confezionati dalle sue formazioni orchestrali e canore. Tutto ciò riconsegnerebbe alla nostra città il ruolo culturale che le spetta, ossia quello di un centro con vocazioni artistiche indiscutibili.

    Le operazioni da fare per centrare l’obiettivo sono tre:

    1. Aprire l’auditorium dell’Itc Cesare Baronio.
    2. Organizzare una stagione concertistica per l’Autunno-Inverno 2012 coinvolgendo e soprattutto sovvenzionando associazioni musicali ed istituzioni scolastiche sorane.
    3. Trovare i fondi per la costruzione del Teatro “Sforza” di Sora.

    Concludiamo spiegando il terzo punto: se, come si suol dire, dietro ogni uomo importante c’è una grande donna, Costanza Sforza, moglie di Giacomo Boncompagni nonché Duchessa di Sora, era la grande donna che si celava dietro lo stesso duca volsco. Senza di lei, oggi non avremmo la Chiesa di S. Spirito e soprattutto il Palazzo Comunale ex convento di Gesuiti. Pertanto, il futuro Teatro di Sora andrà certamente intitolato a Costanza Sforza Duchessa di Sora, nobildonna dedita ad incentivare le arti e la cultura.

    Lorenzo Mascolo – Sora 24
    Fotografie Lorenzo Mascolo e Giuseppe Matteucci


    25 dicembre 2011 | 17:37
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