venerdì 12 aprile 2013 redazione@sora24.it

Filippo Gabriele (M5S) scrive al sindaco Tersigni: “Istituire un Registro di mortalità, di tumori e di altre patologie comunale”

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta al sindaco di Sora, a firma del portavoce M5S, Filippo Gabriele.

Oggetto: proposta di istituzione di un “Registro di mortalità, di tumori e di altre patologie” comunale, basato sullo standard Georeferenziato.

Egregio Sig. Sindaco

Abbiamo deciso di rivolgerci a Lei, certi della sua disponibilità e della sua attenzione nei confronti della cittadinanza che si onora di amministrare, consapevoli che farà quanto possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini.

Premesso che:

  • l’art. 32 della Costituzione recita che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività,… omissis…”;
  • considerato che, recentemente, il legislatore nazionale con il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con Legge 17 dicembre 2012, n. 221, ai sensi dell’art. 12, commi 10 e ss., ha previsto l’istituzione dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie per i seguenti fini: prevenzione; diagnosi; cura e riabilitazione; programmazione sanitaria; verifica della qualità delle cure; valutazione dell’assistenza sanitaria e di ricerca scientifica in ambito medico, biomedico ed epidemiologico. E ciò allo scopo di garantire un sistema attivo di raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici per registrare e caratterizzare tutti i casi di rischio per la salute, di una particolare malattia o di una condizione di salute rilevante in una popolazione definita;
  • considerato, altresì, che detti registri andranno a regime presumibilmente solo a partire dal giugno 2014, a seguito dell’emanazione di un apposito regolamento del Ministro della Salute;
  • considerato che i registri in parola, comunque, si riferiranno all’area di competenza dell’A.S.L., che notoriamente copre più territori comunali.

Svolta questa breve premessa, è utile ai fini dell’accoglimento della presente richiesta approfondire brevemente alcune considerazioni legate alla statistica ed alla georeferenziazione. Attualmente l’esigenza di elaborare i dati territoriali ha dato nuovo impulso alla branca della statistica, detta statistica spaziale, che raccoglie i metodi in grado di analizzare le osservazioni statistiche tenendo conto della posizione in cui esse si manifestano in un determinato spazio. La componente spaziale dei dati sociali consente infatti di potenziare notevolmente le possibilità interpretative grazie all’applicazione di analisi che, se non si considerasse tale caratteristica, sarebbero difficilmente possibili.

L’istituzione di un “Registro di mortalità, di tumori e di altre patologie” comunale su standard georeferenziato (la georeferenziazione è la procedura mediante la quale unità statistiche sono localizzate sul territorio) significa, quindi, mappare le aree del territorio in cui i cittadini sono stati colpiti da specifiche patologie. Sino ad oggi non è stato possibile, per limiti tecnologici, di competenza e strumentali, differenziare aree geografiche tra loro per valutarne i rischi sulla salute dei cittadini.

Fortunatamente, nel breve periodo si è sviluppata una serie di tecnologie e software che consentono di utilizzare mappe del territorio per segnare aree ed eventi, collegandoli a specifiche categorie. A tal fine basti pensare a “Google Maps” o “Google Earth”, prodotti totalmente gratuiti che permettono, per fare esempi specifici di assoluta importanza, di censire la frequenza e la portata dei terremoti, di poter individuare la presenza di amianto e legarla a valori precisi come latitudine e longitudine, oltre che alla tipologia di impianti e ad altri fattori. Inoltre, a partire dagli anni ’90, l’utilizzo dei G.I.S. (Geographical Information System) nell’ambito dell’epidemiologia, ha introdotto nuove metodiche per lo studio di eventuali relazioni tra particolari esposizioni e specifiche malattie.

In futuro sarà sempre maggiore la necessità di pianificazione del territorio, intesa nella sua complessità di eventi e risvolti, di tipo ambientale, sanitario, infrastrutturale, gestionale, sociale, economico e politico, pertanto, l’introduzione della referenza su base geografica renderà più immediata l’analisi patologica, semplificando il rapporto tra la gestione di ambiente e territorio, con dati reali sulle ripercussioni allo stato di salute della popolazione.

In particolare, va sottolineato che l’abilitazione di questo strumento non richiede specifiche raccolte dati, come opere mastodontiche di censimento, e neanche l’adozione di nuove e difficili tecnologie.

Non sono richieste costose consulenze o macchinari complessi.

I dati necessari sono già presenti, catalogati e ben ordinati, presso le strutture sanitarie del territorio.

L’impegno e i costi sono irrisori. Ancor più se paragonati al beneficio.

La georeferenziazione non richiede speciali professionalità per la produzione di un risultato, diventa utile come strumento sia di analisi e controllo per tutti gli incaricati della tutela del territorio, sia per monitorare la situazione di salute dei residenti basandosi su dati storici in continuo aggiornamento.

Ciò di cui si ha bisogno per attuare la mappatura delle patologie giova ribadirlo è già presente nei database di ricovero dei vari istituti ospedalieri,  serve solo la volontà politica di coniugare dati esistenti con una mappa del territorio. Per catalogare le patologie su base geografica sono  sufficienti i seguenti dati, in forma anonima:

  • l’indirizzo di residenza al momento del ricovero (n.b.: è sufficiente la via o il quartiere non è richiesto il numero civico);
  • età;
  • sesso;
  • la patologia;

nessun altro dato personale è necessario per la referenza geografica. Ovviamente, se sarà ritenuto necessario dovranno essere adottate le misure previste dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

Il risultato finale è una c.d. pagina web costantemente aggiornabile, con l’indicazione –  in un determinata area (ad es. un indirizzo senza numero civico, un quartiere) – sotto forma di punti colorati delle patologie sviluppatesi, che dovrà essere messa a disposizione dell’A.S.L. per le valutazioni scientifiche relative agli sviluppi di determinate patologie legate a singoli o molteplici fattori locali.

Il colore delle diverse patologie, illuminando le aree della mappa, consentirebbe di individuare immediatamente a colpo d’occhio le “aree a rischio”. Tramite l’utilizzo della georefenziazzione sarà possibile suddividere la sezione della mappa in categorie si può seguire il singolo caso delle patologie o il quartiere in un dettaglio globale.

Ciò potrebbe portare a scoprire, ad esempio, che una determinata area della città è soggetta all’influsso delle tubature in amianto, mentre un’altra area è soggetta a inquinamento ambientale, derivante da nano polveri di origine industriale o veicolare. Di contro si potrebbe rilevare che aree sospettate di essere a rischio inquinamento, siano in realtà totalmente prive di conseguenze sulla popolazione residente negli ultimi decenni.

I benefici finali che si potrebbero ottenere sono:

  • un enorme risparmio in termini di costi per l’analisi del grado di salute del territorio;
  • un impatto immediato e una tempestività senza confronti sulle situazioni epidemiologiche in corso;
  • applicazioni dei dati georeferenziati in ambito sanitario e dell’epidemiologia ambientale;
  • studio sui tumori;
  • studio sulle malattie cronico-degenerative (es. ipertensione arteriosa);
  • studio delle malattie acute (es. asma);
  • gestione delle malattie infettive;
  • valutazione di eventuali focolai epidemici;
  • studi sulla diffusione di specifiche malattie infettive;
  • gestione delle emergenze sul territorio;
  • studi sulle aree di pericolosità maggiori negli incidenti stradali;
  • gestione dei Servizi Sanitari Territoriali.

In conclusione

C h i e d i a m o

a Lei Sig. Sindaco e all’Amministrazione, di impegnarsi in prima persona per una forte azione politica di coinvolgimento verso i principali Enti territoriali di tutela alla salute, per attivare gli organi che riterrà opportuni, come ad es. un comitato interdisciplinare o interassessorile, allo scopo di istituire il registro in oggetto.

Con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Il portavoce del
MoVimento 5 Stelle Sora
Tavolo Sanità

Commenti

wpDiscuz
Menu