13 marzo 2014 redazione@sora24.it
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“Giovedì ciammella!”. Un tempo le ragazze sorane la offrivano ai fidanzati…

«A Sora si producono da tempo immemorabile delle ciambelle uniche, difficilmente reperibili in altri mercati. La ciambella (“ciammèlla”, in dialetto) è costituita da un impasto lievitato che viene prima lessato e poi, ornato di semi di acino, cotta al forno a legna. La ciambella sorana è conosciuta in tutti i centri vicini; e tutti coloro che capitano a Sora e acquistano per portarla come regalo gradito ai propri familiari ed agli amici.

Anni fa, nei giorni di mercato o di festa, alcuni rivenditori giravano tra la folla, esponendo le ciambelle infilate al braccio sinistro. Per motivi igienici, questo caratteristico sistema di vendita è stato proibito dalle autorità sanitarie. Ora le ciambelle vengono esposte in urne di vetro o conservate calde, avvolte in pesanti coperte di lana, nelle tradizionali, enormi ceste di vimini.

In molti sorani è rimasta la consuetudine di mangiare, la ciambella, come unico pasto innaffiato da qualche bicchiere di vino, il sette dicembre, per il digiuno della vigilia dell’Immacolata. Nello stesso giorno – come da secoli – le ragazze sorane offrono la ciambella come regalo augurale e simbolico ai loro fidanzati. La ciambella viene ancora oggi, specie in campagna, offerta in omaggio da parenti e amici a coloro che portano a spalla, in processione, statue della Madonna e dei santi. Le ciambelle ricevute vengono inanellate nelle stanghe delle “bare” che sorreggono le statue».

Nota bene: l’articolo è tratto dalla storica rivista VITA SORANA

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