16 giugno 2014 redazione@sora24.it
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Giuseppe Cascone risponde alle critiche sulla sua proposta per salvare l’Ospedale

Questa la risposta del Consigliere Comunale di Sora, Giuseppe Cascone, alle critiche sulla sua proposta (clicca qui per leggerla) per salvare l'Ospedale SS. Trinità

Questa la risposta del Consigliere Comunale di Sora, Giuseppe Cascone, alle critiche sulla sua proposta (clicca qui per leggerla) per salvare l’Ospedale SS. Trinità.

«In relazione agli articoli letti sui vari quotidiani e sui siti web, mio malgrado, devo constatare che anche di fronte ad una problematica importante come quella legata al nostro Ospedale, molte associazioni, partiti e singole persone, non si fanno sfuggire l’occasione per lanciare critiche inopportune allo scopo di fare pura demagogia e rivendicare un ruolo politico, quando invece  bisognerebbe essere uniti e cercare di avanzare proposte e non critiche.

Il mio articolo, nel quale lanciavo una proposta (sicuramente non solita), doveva essere interpretato in maniera totalmente diversa da quella che invece è stata l’impronta data da alcune persone, e qualora si ritenga una proposta non valida e da non poter sviluppare, bisognerebbe fornirne altre e non dedicarsi alla CRITICA.

A tutte le mie frasi usate nel precedente articolo, bisognava e bisogna dare una connotazione totalmente diversa, per la quale di seguito cercherò di essere più schematico in maniera da renderle “comprensibili” e “semplici” per tutti, soprattutto per chi non si lascia sfuggire un’occasione di critica pur sapendo che alcuni TERMINI, bisognava inquadrarli in un’ottica totalmente diversa e soprattutto essere consapevoli che erano METAFORICI e da forte stimolo,  per suscitare una presa di posizione importante nei confronti di organi ed istituzioni (Regione e ASL).

Il termine “Occupazione” = inserimento di medici (che la regione e la Asl non stà fornendo) in maniera tale da avere personale idoneo a garantire i servizi e soprattutto per garantire l’apertura dei reparti. In questo caso, il metodo, l’organizzazione, la modalità dei turni, ecc. non sono stati mai da me affrontati, ed eventualmente doveva essere motivo di discussione e decisione qualora la proposta fosse stata ritenuta valida.

NON E’ ASSOLUTAMENTE CORRETTO SCRIVERE ed interpretare tale mia frase, dicendo che si sia mai pensato all’interruzione di pubblico servizio ecc.. E’ L’ESATTO CONTRARIO, con tale gesto (da me definita occupazione proprio perché non prevista ed autorizzata da organi regionali e superiori) si andrebbe a garantire la continuità del pubblico servizio, il quale diversamente, in mancanza di medici specializzati all’interno dei reparti, decreterebbe la chiusura degli stessi.

Il termine ”A costo di non pagare nemmeno un centesimo di tasse, per le quali dovremmo ricevere servizi assistenziali e sanitari” = se servirà, non ricevendo più servizio sanitario per determinate prestazioni (chiusura di alcuni reparti), non pagheremo più Tasse INERENTI I SERVIZI CHE VERRANNO MENO (per esempio non pagheremo la quota ticket per quelle mancate prestazioni che diversamente andrebbero ad altre strutture) e quindi si potrebbe ipotizzare di dare un contributo alla “nuova direzione” (sempre da decidere) definendola in Autogestione. Anche in questa circostanza, la mia frase è stata alquanto elaborata ed interpretata, alludendo a cose che il sottoscritto non ha mai menzionato o pensato.

Invito tutte le persone che hanno avuto una bella immaginazione nell’interpretare le mie espressioni, a rendere un contributo valido per la risoluzione delle problematiche legate all’Ospedale SS. Trinità e portarle ad un tavolo di confronto per elaborarle. Di sicuro, ammesso che le proposte che arriveranno non siano percorribili (come potrebbe essere quella da me avanzata), non ci saranno critiche, ma sicuramente sviluppo, arricchimento e soluzioni alternative.

Concludo dicendo che forse per una volta, bisognerebbe mettere da parte la propria “fame” di visibilità politica, e tutti dovremmo stringerci vicino al nostro Sindaco ed agli altri Sindaci attualmente presenti al Sit-in presso il SS. Trinità, i quali  credo che stiano dimostrando, con un gesto importante, di essersi resi conto di dover intervenire con gesti eclatanti, unici e singolari a difesa di una struttura che riguarda un comprensorio intero, il Nostro OSPEDALE. Portiamo delle idee, dimostriamo di essere uniti, portiamo avanti una battaglia che riguarda tutte le nostre famiglie».

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