lunedì 16 maggio 2016 redazione@sora24.it

Globo Bpf Sora in Serie A: i tre segreti del capolavoro firmato dai Giannetti e dall’Argos

Lungimiranza, intelligenza e appartenenza: sono questi, per chi ha vissuto l’impresa dall’esterno, i tre “segreti” del magnifico lavoro pluriennale che ha prodotto un risultato storico, la promozione della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora nella Superlega di volley. Tutti, dai vertici societari fino ai responsabili dell’apertura e chiusura del palasport, hanno collaborato fattivamente alla realizzazione di un sogno grazie al quale la città di Sora ha finalmente riconquistato le pagine dei principali quotidiani nazionali.

LUNGIMIRANZA – Fin dalla promozione in Serie B1 il disegno dei Giannetti era chiaro e prevedeva altri salti di categoria da conquistare sul campo. Più volte il club sorano ha avuto l’occasione di disputare la massima serie di volley acquisendo il titolo di un’altra città, ma alla fine ha sempre preferito aspettare riprovandoci con le proprie forze, consapevole dell’inesistenza di una moneta in grado di comprare gioie come quella vissuta ieri a Vibo Valentia. Nel frattempo, grazie a sette campionati di alto livello consecutivi giocati in Serie A2, tutto ciò che ruota attorno alla squadra ha avuto il tempo di maturare in modo eccellente: la grande vittoria di ieri, ottenuta con il coach “a km 0” in panchina, ovvero Maurizio Colucci, prodotto sorano al 100%, è la testiminonianza lampante del fatto che Sora è arrivata in A1 con le sue forze ed è già pronta per affrontare l’impatto con la categoria superiore.

INTELLIGENZA – Molti in questi anni si sono chiesti come mai i Giannetti abbiano scelto la pallavolo rispetto allo sport più popolare di tutti a Sora, ovvero il calcio. Una risposta ufficiale non esiste, tuttavia la si può comunque immaginare, corredata da motivazioni di tipo matematico e umano. Dal punto di vista matematico, ad esempio, possiamo supporre che in una città di 26 mila abitanti, con altrettanti residenti nell’hinterland per un totale di circa 50 mila persone, una squadra di primissimo piano nel volley nazionale, secondo sport più praticato in Italia per numero di società dopo il calcio, sia più alla portata del territorio rispetto a una compagine di pari grado nel calcio spesso. Quanto alle motivazioni di tipo umano, basta ripensare a ciò che è accaduto ieri a Vibo Valentia: in un palazzetto dello sport contenente 2.500 tifosi calabresi e 300 volsci, senza barriere né restrizioni, la Globo Bpf Sora ha vinto 3-1 e alla fine ha pure festeggiato davanti ai tifosi locali, che a loro volta hanno dimostrato una grandissima cavalleria complimentandosi con i vincitori. Questo stile un po’ british della pallavolo, ha avvicinato molte le famiglie all’evento sportivo e nel contempo allontanato ogni forma di esasperazione, un up and down di basilare importanza per lavorare con serenità.

APPARTENENZA – Molti, al posto dei Giannetti, avrebbero gettato la spugna già qualche anno fa. Le tante delusioni patite ai playoff negli ultimi 5 campionati, nonostante il continuo allestimento di roster sempre molto competitivi, avrebbero messo a durissima prova chiunque. Solo il sentimento di appartenenza può essere d’aiuto in situazioni del genere, e, fortunatamente, l’Argos Volley Sora ne ha da vendere. Il perché lo si capisce proprio dal nome della società, composto dalla parola “Sora” scritta al contrario, al centro della quale è interposta la G di “Giannetti” o, se preferite, di “Globo”. La formazione della parola “Argos”, tra l’altro, rappresenta la sintesi perfetta di ciò che è stato costruito in questi anni: una famiglia di Sora si è fatta avanti per realizzare qualcosa di importante; un gruppo di sorani e non solo, chi con un ruolo attivo all’interno della società e chi sugli spalti del palazzetto, gli si è stretto attorno per dare forza al progetto. Risultato: Serie A1.

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