17 luglio 2012 redazione@sora24.it
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I 146 lavoratori della CAPODARCO dal 01 Agosto a casa: lettera aperta al presidente Napolitano

Onorevole Presidente, siamo i 146 soci lavoratori disabili e non della cooperativa sociale integrata Capodarco di Roma che, da 8 anni, svolgono quotidianamente il loro lavoro di riscossione ticket, accettazione e prenotazione delle prestazioni sanitarie per conto della Asl di Frosinone.

Ci rivolgiamo a Lei, confidando nella sensibilità dimostrata il 5 luglio scorso a margine della cerimonia per l’Anno internazionale delle Cooperative proclamato dall’Onu dove non esitò a dire che “le cooperative hanno dato prova di grande serietà saldando la loro collaborazione e creando un’alleanza che rappresenta il superamento di qualsiasi concorrenzialità per non dire contrapposizione del passato”. Ci rivolgiamo a Lei perché dal 1° agosto rimaniamo a casa. Senza lavoro e senza alcuna speranza di veder riconosciuto il nostro valore di persone e di lavoratori.

Nei mesi scorsi la Asl ha bandito una gara riguardante questo servizio, senza curarsi di garantire tutele per i lavoratori e per gli utenti, badando unicamente al massimo ribasso di costi. Gara d’appalto che ci risulta essere in palese contrasto con un apposito decreto regionale di accentramento delle gare, con una procedura di assegnazione perlomeno anomala, con una commissione di gara che “stranamente” assegna lo stesso punteggio tecnico a tutti i concorrenti lasciando di fatto la vittoria al prezzo più basso, con un prezzo che comunque è di molto inferiore alle tabelle ministeriali di riferimento per il contratto vigente.

Nonostante tutte queste “anomalie”, e nonostante un ricorso al Tar pendente, la gara viene assegnata ad una SpA che si è distinta più volte per non rispettare gli impegni assunti nelle gare vinte, facendo scontare il ribasso attraverso riduzione di personale e tagli ai salari. Il tutto è accaduto nel silenzio assordante delle Istituzioni che avrebbero dovuto vigilare.

Adesso, come soci lavoratori, di cui oltre un terzo costituito da persone con disabilità, ci chiediamo quali garanzie abbiamo non solo in merito ad un eventuale riassorbimento nella nuova società, ma sulla nostra capacità futura di continuare a pagare un mutuo o un affitto, di crescere dei figli, di avere diritto ad una vita dignitosa.

E per la quasi totalità di noi, per condizione familiare, per età e per la condizione di disabilità, sarà impossibile pensare ad un rientro nel mondo del lavoro. Vediamo di fronte a noi un futuro di miseria, da disoccupati o da sfruttati sottopagati, defraudati anche da quella speranza che l’appartenenza alla Capodarco aveva acceso in tutti noi. Anche se come spesso ci sentiamo dire da tanti che in Italia c’è il “libero mercato” vogliamo continuare a credere che per la cooperazione sociale integrata ci debba essere ancora un ruolo.

Premesso e considerato quanto scritto, ci appelliamo a Lei Presidente perché il valore di realtà imprenditoriali come le nostre vengano riconosciute come luogo dove si dà valore al lavoro e alla persona. Ci appelliamo a Lei perché non sia l’esito di una gara a ribasso a determinare il nostro destino di uomini e lavoratori. La nostra disabilità trova un limite proprio in questi comportamenti: se non siamo valore sociale, basta propaganda sul lavoro ai disabili. Basta beneficienza: siamo persone, siamo lavoratori.

Il rischio che oggi intravediamo all’orizzonte, al di là del nostro destino personale, è che una grande esperienza come quella che per noi rappresenta e ha rappresentato la cooperativa sociale integrata Capodarco sia solo lo specchietto di qualche politico di turno, e non il riconoscimento vero dell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. La storia che rappresentiamo insieme a tante altre realtà italiane, la mission che ci ha guidato in questi anni e che ci accumuna, il valore sociale ed economico che produciamo ogni giorno non ci vengono riconosciuti ed è sgradevole dover far finta di comprendere ragioni di “spesa pubblica” che, siamo convinti, si tradurranno in maggiori oneri di spesa per l’Amministrazione Pubblica, quando invece è l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità ad essere messo all’angolo da gare truffa che escludono dal mercato realtà di alto prestigio umano e professionale come le nostre.

Certi di una risposta, I lavoratori e le lavoratrici del Cup di Frosinone, soci della Cooperativa sociale integrata Capodarco di Roma (16 luglio 2012)

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