giovedì 18 febbraio 2016

Il bollettino di Roberto De Donatis sull’ultimo Consiglio Comunale di Sora

Questo quanto riportato da Roberto De Donatis, consigliere comunale di Patto Democratico, sul suo profilo social:

«Scrivere il resoconto dell’ultimo Consiglio comunale dopo aver letto le farneticanti dichiarazioni di una maggioranza ormai allo sbando, che abbaia alla luna risultati inesistenti, diventa operazione di chiarezza ancora più necessaria, direi quasi un esercizio di maieutica per restare nel tema. Innanzitutto il Parco Valente: sono proprio i disastri causati dalle due procedure avviate da questi nostri amministratori con ruoli diversi in anni diversi ad aver richiesto la necessità di fare chiarezza, che è bene ricordare parte dai banchi dell’opposizione.

La prima procedura di riqualificazione del Parco negli anni 2001-2004 fu affidata ad una ditta, la quale compiuti i lavori dopo qualche mese ha chiuso i battenti, rivendicando l’assenza dei necessari permessi in grado di legittimare l’esercizio affidato, facendo pertanto scaturire un ricorso i cui esiti giuridici sono ancora attesi, con un’alea di danno erariale per l’ente tutta da verificare.

Errare è umano, perseverare diabolico, ed ecco il secondo iter partorito anch’esso nello stesso clima di maggioranza con attori spostati nelle caselle ma sempre presenti: nuova riqualificazione partendo da manufatti presenti nel parco e nuovo affidamento. Ma qui la ruota si inceppa praticamente senza mai nemmeno partire, in quanto anche in questo caso la ditta aggiudicataria vuole gli atti che attestino l’agibilità di quanto realizzato e non trova mai soddisfazione da quanto riscontra il Comune, avviando un nuovo contenzioso, con chissà quali esiti futuri questo solo Dio lo sa, non certo chi fa campagna elettorale continua e basta.

E’ in questo contesto che vede grandi nuvole grigie sul Parco Valente che arriva un raggio di sole quanto mai propizio dal filantropico gesto della Signora che offre di eseguire opere di riqualificazione per il Parco Valente a proprie spese. Su questa iniziativa, nessuna polemica è stata sollevata dall’opposizione, anche se artatamente provocata. Resta il fatto che molto andava fatto ad inizio di questa sciagurata consiliatura per dipanare la situazione del Parco già imbrigliata in una complicata vicenda tecnico-giuridica, piuttosto che avviarne un’altra rendendo le cose ancora più complicate e complesse per il futuro.

Vantarsi poi della riqualificazione del Centro Storico con i Contratti di Quartiere è davvero risibile. Lo sanno bene i cittadini che quelle opere sono state consegnate 5 ani fa ed è davvero scandaloso che si realizzino oggi semplicemente perché non si è stati capaci di mettere in cantiere nulla di importante per la città e nel frattempo è arrivata la scadenza elettorale.

Per quanto attiene poi gli impianti sportivi va detto che con 2 mutui per l’equivalente di circa 1 milione di euro, quindi prestiti che ricadono sulla collettività, sono stati messi in opera i due rettangoli di gioco in sintetico. Ora al di là del fatto che nel frattempo non esiste più il Sora Calcio, oggi ci troviamo con un affidamento dello stadio Panico ex Trecce, che vede un impiego estremamente usurante del manto sintetico che, come tutti sanno ha un tempo di vita di massimo 8-10 anni in condizioni di normale utilizzo. Con questi ritmi tra 4 anni avremo la necessità di reinvestire altri 500.000 euro, mentre paghiamo ancora le rate di questo intervento. Sarebbe stato indispensabile programmare che qualsiasi attività seppure improntata al guadagno, così come quella insediata, dovesse presentare all’amministrazione comunale un piano economico e finanziario che garantisse una rata annua di ammortamento in grado di poter rigenerare le somme tra qualche anno per la sostituzione del manto e garantire la manutenzione del bene.

Ma del futuro nessuna traccia solo presente elettorale. Stessa storia per Acea: se nel 2014 l’ordine del giorno presentato dall’opposizione, che chiedeva la risoluzione contrattuale non andava bene, oggi a pochi mesi dal voto diventa un’opportunità fantastica di strumentalizzare le disgrazie procurate da Acea ai cittadini, per deliberare la messa in mora dell’azienda. Aspettiamo di vedere come voterà il Sindaco nell’assemblea dei sindaci dell’ATO. Speriamo che l’imminenza del voto faccia l’ennesimo miracolo, ma stavolta reale e non solo raccontato come ormai hanno abituato la città».

Roberto De Donatis consigliere di Patto Democratico

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