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Il futuro delle imprese in provincia di Frosinone: parla il presidente

Pio Savoriti, 35 anni, laureato in ingegneria, è a capo dei giovani imprenditori di Unindustria della provincia di Frosinone. Rappresenta associati di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

Pubblicato illunedì 3 agosto 2015   
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Davvero molto interessante l’intervista al presidente dei giovani industriali di Frosinone, l’isolano Pio Savoriti, pubblicata oggi sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi in un articolo a firma di Gianluca Trento. La riportiamo fedelmente di seguito, soprattutto a beneficio di tutti coloro che vivendo fuori dalla nostra provincia non hanno avuto modo di leggerla sul giornale di stamane.

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INTERVISTA A PIO SAVORITI

E’ a capo dei giovani imprenditori di Unindustria della provincia di Frosinone. Rappresenta associati di età compresa tra i 18 e i 40 anni. E’ la fascia imprenditoriale più critica, quella che da una parte ha certamente grandi aspirazioni, energia e volontà di far crescere un’attività aziendale, ma dall’altra tenta di affermarsi in tempi di crisi economica, di ristrettezza del credito, di pressoché insostenibili imposizioni fiscali ed altre mille difficoltà. Pio Savoriti, 35 anni, laureato in ingegneria, è stato eletto presidente per il triennio 2015/2018.

Savoriti, 15/18 richiama alla mente la prima guerra mondiale. Ed in effetti quello che gli imprenditori stanno “combattendo” da tempo è un vero e proprio conflitto economico: il peso del fisco, l’elevato costo del lavoro e dell’energia sono zavorre capaci di mandare a fondo chiunque. Vale la pena restare in provincia di Frosinone e provare a vincere sfide difficili?

«La nostra non è solamente una sfida. Restare è un dovere. L’altro giorno leggevo su twitter le dichiarazioni di Obama rilasciate nel corso del GES 2015 – Global Entrepreneurship Summit 2015 di Nairobi (Kenya). Il presidente statunitense ha evidenziato come l’imprenditorialità rappresenti la scintilla della prosperità. Siamo proprio noi giovani che dobbiamo fare nostre queste parole ed essere la scintilla della crescita, puntando soprattutto sull’innovazione delle nostre aziende».

Presidente, alcuni sostengono che la crisi può essere anche un’opportunità. L’associazione dei giovani imprenditori come l’ha interpretata e affrontata?

«Per vincere la crisi abbiamo continuato a fare impresa. Senza fuggire. L’obiettivo principale del gruppo giovani imprenditori della provincia di Frosinone, ma anche di tutti i giovani imprenditori di Unindustria, è, infatti, quello di creare terreno fertile a favore delle aziende che vogliono nascere, svilupparsi e rimanere. La nostra struttura è sempre stata attiva per supportare le difficoltà dei nostri associati: dai problemi più banali a quelli più complicati. Particolare attenzione ora la stiamo riservando alle start up. Tanto che abbiamo istituito un premio proprio per incentivare la ricerca e lo sviluppo. Unindustria, inoltre, per volere del Presidente Stirpe, prevede che le start up che decidono di associarsi alla nostra organizzazione per i primi anni non pagano i contributi. Mi creda, anche se pochi lo sanno, in Ciociaria c’è grande fermento nel campo dell’innovazione».

Dalle parole ai fatti. Cosa si può fare per essere davvero competitivi?

«A parte l’innovazione e la formazione, c’è bisogno di aprire un tavolo di confronto con la politica. Le faccio un esempio: un imprenditore che vuole investire in Ciociaria, solo per ottenere le autorizzazioni ambientali, impiega un mare di tempo. Anche quando ha tutte le carte in regola. Ciò significa che è perdente sin dall’inizio . Chi amministra la cosa pubblica deve tenere a mente che l’unica regola da seguire per attrarre i capitali è quella di sburocratizzare e rendere il Frusinate appetibile. Un esempio positivo è quello che stiamo facendo ad Anagni con la Vdc. Ma non basta. Bisogna creare incubatori di aziende anche nel sorano, magari recuperando vecchi siti produttivi. Senza dimenticare il continuo sostegno che va dato al rapporto che c’è tra FCA e Università di Cassino nel settore dell’automotive, vera opportunità per i giovani ricercatori nel campo delle tecnologie. In ultimo, ma non per ultimo, puntare, prendendo esempio da Unindustria relativamente al recupero della Certosa di Trisulti, sull’immenso tesoro storico-culturale della Ciociaria».

La lingua batte dove il dente duole. Parliamo di banche, secondo Lei come dovrebbero sostenere l’imprenditoria giovanile?

«Oltre a chiedere le garanzie, bisogna valutare i progetti. L’invito che facciamo ai banchieri è tenere conto della sostanza»

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