3 maggio 2015 redazione@sora24.it
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Il grande giorno di Sora-Isola: tutti allo stadio perché…

Mai il tifoso sorano ha vissuto tempi difficili come quelli di oggi: il fallimento del 2005, la traumatica ripartenza dai campetti di provincia, la risalita fino alla Serie D, il sogno del ritorno in C l’anno di mister Castellucci (12/13) infranto dopo pochi mesi nonostante una squadra in grado di vincere il campionato, le salvezze con Castiello e Farris in panchina, ugualmente belle sebbene molto diverse tra loro, le tarantelle societarie ed i film dell’orrore estivi per l’iscrizione al campionato di Serie D.

Ma soprattutto, quelle vittorie dei “vicini di casa” (la serie B del Latina e la serie A del Frosinone) che, calcisticamente parlando, hanno surclassato i nostri 13 anni consecutivi di professionismo, gli anni in cui dicevamo con grande orgoglio: “Siamo la terza squadra del Lazio”. Per noi non era una semplice questione di pallone: le soddisfazioni che ci dava il Sora erano anche e soprattutto una rivincita per i tantissimi soprusi subiti a livello politico dalla nostra città nel ‘900, ma vallo a spiegare…

Anche noi meriteremmo di lottare per traguardi così ambiziosi e invece ci troviamo ogni anno a pregare tutti i santi di Sora per l’iscrizione della squadra. Questo è profondamente ingiusto per una tifoseria da serie A come la nostra, capace di portare in trasferta anche 10 mila persone, cosa impensabile anche tra le tifoserie metropolitane del massimo campionato.

Comunque, soffrire sempre e mollare mai: questo è il nostro destino. Stiamo pagando con interessi altissimi le gioie ai limiti della sopportazione per le promozioni e le salvezze arrivate all’ultimo secondo negli anni 90 e all’inizio degli anni 2000.

Ci sarebbero mille buoni motivi per rinunciare anche stavolta. Ma oggi è una bellissima giornata, si gioca Sora-Isola e la Curva Nord “Roberto Longo” ha preparato una coreografia impressionante per l’occasione. Dobbiamo vincere in campo per salvarci (sperando di iscriverci ancora…), dobbiamo vincere in curva per Roberto, ma soprattutto dobbiamo dimostrare che noi ci siamo e ci saremo SEMPRE, indipendentemente dalla classifica e dalla categoria, perché il Sora Calcio non è una moda, il Sora Calcio è religione, perché I PALLON SIM NU! Per questo dobbiamo andare tutti al Tomei. E da domani, che sarà sarà, come sempre…

Lorenzo Mascolo – Sora24

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